Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fininvest pronta all’esborso: Cir risarcita fra dieci giorni

di Simone Filippetti

Fininvest pagherà il maxi-risarcimento del Lodo Mondadori alla Cir. E, secondo indiscrezioni non confermate, l'ipotesi sul tavolo sarebbe quella di far ricorso per intero alla liquidità in cassa. Senza dunque ricorrere alla fideiussione bancaria, né ad altri debiti finanziari.

Dalla holding della famiglia Berlusconi non ci sarà nessuna richiesta di sospensiva dei 560 milioni che il Tribunale di Milano ha imposto di versare a Carlo De Benedetti. Parola di Niccolò Ghedini. È stato lo storico avvocato del premier Silvio Berlusconi, e parlamentare del Pdl, ad alzare il velo sulle intenzioni del gruppo dopo la ridda di ipotesi dei giorni immediatamente successivi alla sentenza di secondo grado, che ha confermato il giudizio di condanna di primo grado (ma abbassato l'importo da 750 a 560 milioni). Ieri Ghedini, dopo l'incontro di lunedì ad Arcore con i legali di Fininvest, ha annunciato l'intenzione del gruppo di pagare la somma stabilita. È stata scartata l'ipotesi di «legge Salva-Fininvest»: i giudici di secondo grado avrebbero potuto, secondo Ghedini, sospendere l'esecutività immediata del provvedimento «ma non lo hanno fatto e certamente non la sospenderanno». Di qui, la decisione di pagare.

L'annuncio di Ghedini è arrivato il giorno in cui Cir si è materialmente apprestata a riscuotere la somma. I legali Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini hanno ritirato la copia autentica della sentenza, indispensabile per procedere con la riscossione, e inoltrato la richiesta della somma alle banche che hanno concesso la fideiussione. De Benedetti ha dunque deciso di non aspettare che il rivale paghi e passare a riscuotere immediatamente la fidejussione (che scatta solitamente in caso di mancato pagamento da parte di un debitore). La garanzia era stata concessa nel dicembre del 2009 da un gruppo di tre banche (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps più la Popolare di Sondrio) per un importo di 806 milioni. L'incasso effettivo dei 560 milioni è previsto tra una decina di giorni lavorativi. Nel frattempo, dunque, Fininvest potrebbe onorare l'impegno senza far scattare la fideiussione, che richiederebbe oneri aggiuntivi. Su questo punto Ghedini non si è pronunciato, ma alcuni rumors, che non hanno trovato conferme ufficiali, riferiscono di una Fininvest intenzionata a usare le risorse che ha in casa. Nella cassaforte, si apprende dal bilancio del 2009, ci sono circa 700 milioni di euro di liquidità (di cui circa 430 milioni di depositi bancari e postali). Se volesse, dunque, la holding di via Paleocapa potrebbe far fronte all'impegno senza dover "tirare" fidi concessi in passato ma tutt'ora inutilizzati (pari a 950 milioni). Salvo poi cercare di recuperare tutta la somma in Cassazione: il gruppo Berlusconi ha già fatto sapere che intende ricorrere al terzo, e definitivo, grado di giudizio. «Speriamo riavrà i soldi indietro quando la Cassazione farà giustizia, perchè non c'è mai stato danno per De Benedetti» ha chiosato Ghedini. Davanti alla Suprema corte i legali (un pool guidato dal'ex giudice costituzionalista Romano Vaccarella), avranno l'ultima possibilità di ribaltare l'esito dei due gradi di giudizio. In ogni caso la Cassazione metterà la parola fine sulla Guerra di Segrate, iniziata nel 1991.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa