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Fininvest, no al dividendo 2011. Luigi Berlusconi e Costa in cda

MILANO— Secondo anno senza dividendi per la famiglia Berlusconi, e il digiuno delle cedole rischia di andare avanti almeno per un altro esercizio. La crisi si è fatta sentire, a vario livello su tutte le società operative controllate da Fininvest e così la famiglia Berlusconi ha deciso di non drenare risorse dal gruppo per rafforzarne il patrimonio.
Fininvest spa ha chiuso il 2011 con utili in crescita a 105,9 milioni (+21,5% rispetto al 2010), ma ha scelto per il secondo esercizio consecutivo di non distribuire le risorse ai soci. E non c’è due senza tre, perché i dividendi incassati nel 2011 da Mediaset (0,35 euro per azione) e Mondadori (0,17 euro per azione) facevano riferimento ad anni ancora buoni, mentre nel primo scorcio dell’esercizio 2012 il gruppo di Segrate ha azzerato la cedola e quello di Cologno l’ha tagliata del 70%. Pertanto, salvo sorprese difficili da prevedere, il bilancio 2012 di Fininvest spa rischia di essere uno dei più magri della storia del Biscione e a giudicare da come la crisi si fa sentire sul comparto dei media, ma anche su quello
finanziario di Mediolanum e Mediobanca, pure il 2013 si presenta in salita. Peraltro proprio le svalutazioni legate alla banca guidata da Ennio Doris (14,8 milioni sul bilancio Fininvest) e alla quota detenuta in Piazzetta Cuccia (60 milioni), hanno portato l’utile consolidato a crollare nonostante una buona tenuta del fatturato. Nel 2011 la cassaforte attraverso cui i Berlusconi
controllano Mondadori, Mediaset, Mediolanum il Milan e altre partecipazioni minori termina con un fatturato consolidato in lieve calo a 5,81 miliardi (-1,4%) e utili crollati a 7,5 milioni (-95% rispetto ai 160 milioni) dell’esercizio 2010. Stabile, rispetto al 2010, il disavanzo del gruppo sportivo rossonero, che lo scorso anno ha chiuso in perdita per 69 milioni.
Ma anche se gli utili consolidati scendono, il patrimonio della capogruppo Fininvest spa resta solido e aumenta a 2,6 miliardi (2,5 nel 2010), anche perché i profitti 2011 non saranno redistribuiti ai soci. Quanto alla posizione finanziaria netta, la capogruppo che nel 2010 aveva 550 milioni di liquidità, a fine dicembre aveva in cassa solo 0,3 milioni per colpa dei 564,2 milioni
del «temporaneo trasferimento di liquidità al gruppo Cir» relativa al Lodo Mondadori. A questo proposito Fininvest ha precisato di non aver fatto nessun accantonamento perché, supportata dai propri legali, «ritiene che non sussista un danno risarcibile di cui debba rispondere ». E questo nonostante la sentenza della Corte d’Appello abbia confermato il giudizio di
primo grado, chiedendo il versamento della fideiussione a favore del gruppo Cir.
Ieri infine l’assembla dei soci sotto la presidenza di Marina Berlusconi ha aumentato da sette a dieci il numero dei consiglieri. E così oltre a Marina all’ad Pasquale Cannatelli, a Bruno Ermolli, Ubaldo Livolsi, Roberto Poli e Salvatore Sciascia, entreranno nel cda del gruppo Luigi Berlusconi che affianca la sorella Barbara (già consigliere di Fininvest), l’ad di Mondadori Maurizio Costa (manager molto stimato da Marina) e Danilo Pellegrino, direttore generale Fininvest, che lavora nel gruppo dal 1988.

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