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FinecoBank, risultati in crescita Allo studio i fondi passivi

Utile netto a 177,7 milioni di euro per FinecoBank , che in un contesto di mercato caratterizzato da maggior incertezza come quello dei primi nove mesi del 2018 riesce comunque a migliorare (+17,7% e +13,9% se non si considerano gli elementi non ricorrenti) il risultato conseguito lo scorso anno durante lo stesso periodo. Sono un «modello di business diversificato e una strategia che si concentra sulla sostenibilità di lungo periodo della crescita» i due elementi che, come ricorda l’a.d. Alessandro Foti, permettono alla banca multicanale del gruppo UniCredit di continuare ad accelerare anche in una fase «molto complessa» quale quella attuale.
Nel dettaglio, i ricavi di Fineco sono aumentati del 7,8% a 464,8 milioni grazie ai progressi registrati dal margine di interesse (+6,6% a 207,6 milioni) e delle commissioni nette (+9,7% a 218,7 milioni). A queste ultime ha contribuito per la prima volta nel terzo trimestre anche la controllata Fineco Am, che proprio in questo periodo ha avviato la propria attività. Il fatto che nei primi nove mesi del 2018 la crescita dei costi (+4,6% a 182,8 milioni) sia proceduta a un ritmo inferiore ha inoltre permesso al rapporto cost/income del gruppo di ridursi di 1,2 punti base al 39,3 per cento.
Parlando a Il Sole 24 Ore, Foti ha tenuto a sottolineare i progressi del private banking, segmento nel quale il gruppo detiene ormai attività per 27,5 miliardi (+10%) dei 70,9 miliardi di patrimonio complessivo registrati a fine settembre (+8%). Rilevante pure lo sviluppo dell’attività di lending nei confronti della clientela, dove rispetto a 12 mesi fa si registrano progressi sui prestiti personali (+27% a 415 milioni), sui fidi (+98% a 910 milioni) e sui mutui (+123% a 795 milioni). Per quanto riguarda l’erogazione di prestiti immobiliari Fineco ha peraltro progressivamente abbassato a 350 milioni dagli iniziali 500 milioni l’obiettivo per il 2018 perché – come sottolinea Foti – «costruire un portafoglio di qualità elevata attraverso un’attento monitoraggio del credito resta per noi un obiettivo primario».
Tornando a Fineco Am, al 30 settembre la nuova controllata di diritto irlandese gestiva già masse per 8,9 miliardi destinate a raggiungere i 12 miliardi entro fine anno. La società si sta al momento concentrando sulla costruzione di fondi di fondi, ma in un futuro ormai prossimo si punta anche a produrre «in casa» fondi passivi. «La prima generazione – ha confermato Foti – sarà lanciata nei primi mesi dell’anno nuovo per offrire ai clienti soluzioni più efficienti e in linea con gli obiettivi di investimento e al tempo stesso per migliorare la marginalità di Fineco».

Maximilian Cellino

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