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Fineco, utili record e via a maxi-cedola

L’anno della quotazione in Borsa si chiude con il miglior risultato di sempre per FinecoBank, in termini di raccolta netta e anche di dati economici e finanziari. La banca diretta multicanale del gruppo UniCredit ha infatti chiuso il 2014 con un utile netto pari a 150 milioni di euro (in rialzo del 75,9% rispetto agli 85 milioni dell’esercizio precedente) e una raccolta netta al 31 dicembre di 4 miliardi di euro (+61,1% sul 2013) che ha permesso di aumentare fino a 49,3 miliardi il totale delle attività finanziarie (+13,2%). Ai propri soci, Fineco distribuirà un dividendo di 0,20 euro per azione, con un rapporto pay-out dell’81 per cento.
L’anno d’oro del risparmio gestito (che Fineco condivide con il resto del settore, come si vede nell’articolo a fianco) non poteva in effetti non ripercuotersi sui risultati di bilancio: le commissioni nette, secondo quanto rivelano i dati preliminari, hanno registrato una crescita del 17,4% a 195,7 milioni grazie principalmente all’incremento della raccolta gestita, mentre il margine di interesse è aumentato del 26,6% in virtù del positivo andamento dei volumi, di un’attenta politica di investimento della liquidità e di un costo del funding in constante decremento, sottolinea la società. I ricavi totali sono aumentati a 448 milioni (+21%), mentre il totale dei costi operativi si è attestato a 209 milioni con una riduzione del cost/income ratio al 46,6% (45,4% al netto dei costi non ricorrenti) rispetto al 51,1% del 2013.
«Si tratta di dati assolutamente straordinari, che ci fanno molto piacere ma che non sorprendono visto la tendenza alla crescita della raccolta: un fenomeno che riteniamo ormai strutturale se si tiene conto del riposizionamento del risparmio degli italiani e anche del processo di digitalizzazione in atto nel nostro Paese», ha sottolineato a «Il Sole 24 Ore» l’amministratore delegato Alessandro Foti, che guarda con ottimismo anche all’anno in corso. Il 2015 è infatti iniziato nel segno della più completa continuità con i mesi precedenti, dato che a gennaio Fineco ha registrato una raccolta netta di 392 milioni con un incremento del 56% nei confronti dello stesso periodo del 2014 (la raccolta gestita è più che raddoppiata a 166 milioni), mentre il numero dei clienti è salito a circa 970mila (+7% rispetto al 31 gennaio 2014).
«È evidente che in un contesto in cui i tassi sono prossimi allo zero i margini dell’industria tenderanno a finire sempre più sotto pressione, noi però pensiamo di essere in grado di gestire facilmente questa situazione perché pratichiamo già commissioni basse e perché come azienda abbiamo fatto della pulizia e della trasparenza i nostri marchi di fabbrica», ha spiegato ancora Foti, che ha definito «generosa», ma anche «sostenibile nel tempo» la cedola che Fineco si appresta a staccare: «Con un core tier 1 superiore al 19% e un modello a basso assorbimento di capitale la nostra società ha per la sua stessa natura le caratteristiche per continuare ad avere una politica dei dividendi di questo genere».

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