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Fincantieri vara il piano per la Borsa

La data cruciale cerchiata in rosso per quella che, almeno per ora, è l’unica quotazione certa del 2014 tra le operazioni annunciate dal Governo, già c’è: il 16 giugno. E, se tutto filerà liscio, tra venti giorni, i vertici di Fincantieri saranno a Milano per lanciare ufficialmente la quotazione dopo aver ottenuto l’ok della Consob la settimana precedente, presumibilmente il 12 giugno. Un passaggio che potrebbe precedere, a strettissimo giro, l’offerta pubblica di vendita. Il condizionale è d’obbligo anche perché la commissione sta ancora esaminando la documentazione presentata nelle scorse settimane dal gruppo guidato da Giuseppe Bono e restano da sciogliere alcuni aspetti. Al quartiere generale di Fincantieri le bocche sono rigorosamente cucite, ma il gruppo e le banche assoldate per l’Ipo (tra i global coordinator ci sono Banca Imi, UniCredit, Jp Morgan, Morgan Stanley e Credit Suisse) sono al lavoro sul piano per l’arrivo in Borsa in modo da rispettare la tabella di marcia che prevederebbe, da oggi, l’avvio ufficiale del pre-marketing, uno dei tasselli che precede la quotazione e che servirà anche a fissare la forchetta di prezzo sulla base delle informazioni raccolte dagli istituti durante il confronto con gli investitori istituzionali. D’altro canto, le manifestazioni d’interesse oltreconfine non mancano, come aveva ribadito di recente anche l’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.
Resta, come detto, da chiarire un ultimo nodo su cui la Consob, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie vicine al dossier, avrebbe chiesto ulteriori delucidazioni per fornire a tutti coloro che saranno interessati all’operazione un quadro chiaro e dettagliato sul gruppo triestino. In sostanza, la commissione avrebbe acceso un faro sui conti dei primi tre mesi del 2014 della controllata Vard, che Fincantieri ha rilevato nei mesi scorsi. Il gruppo e i suoi advisor stanno dunque lavorando per fornire alla Consob tutta la documentazione richiesta in modo da chiudere l’iter nei tempi previsti. Prima dei quali, la società dovrà anche chiarire, tra l’altro, il pacchetto di azioni che sarà riservato ai dipendenti, come messo nero su bianco anche per altre quotazioni annunciate dall’esecutivo.
E ieri Fincantieri ha messo a punto un altro tassello in vista dell’Ipo con la nomina dei consiglieri indipendenti che devono essere integrati nel consiglio d’amministrazione: Simone Anichini, Paola Santarelli, Paolo Scudieri e Massimiliano Cesare. Un altro componente, poi, è stato cambiato in corso d’opera. Si tratta di Giovanni Masini che ha rassegnato le dimissioni ed è stato sostituito da Leone Pattofatto, cooptato dal board di Fincantieri il 26 maggio scorso. Ieri, poi, è arrivato anche il via libera dell’assemblea dei soci al nuovo collegio sindacale che rimarrà in carica per il triennio 2014-2016. La presidenza è stata affidata a Gianluca Ferrero, mentre sindaci effettivi saranno Alessandro Michelotti e Fioranna Negri (i supplenti Claudia Mezzabotta e Flavia Daunia Minutillo).
Insomma, Fincantieri si prepara a salpare verso Piazza Affari e anche il percorso avviato con Borsa Italiana sta procedendo senza particolari intoppi. Il gruppo non vuole slittamenti anche perché sull’operazione vigila il governo che, con il premier Matteo Renzi, sta seguendo da vicino le ultime operazioni portate a casa da Bono, neocavaliere del Lavoro. Proprio il presidente del Consiglio, nei giorni scorsi, aveva lanciato un importante “assist” al gruppo cantieristico preannunciando la firma di un contratto molto significativo: la commessa siglata poi da Fincantieri e Msc Crociere per la costruzione di due navi da crociera più una in opzione, che consolida il rapporto tra le due società e che avrà un importante impatto sui conti del secondo trimestre. Il valore di ciascuna nave, infatti, è di 700 milioni e dunque la commessa potrà arrivare fino a 2,1 miliardi.

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