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Fincantieri, trimestre in crescita Asse con Aws sulla digitalizzazione

La diversificazione del portafoglio, intrapresa ormai da tempo, unita alla definitiva ripresa delle attività in tutti i cantieri e gli stabilimenti di Fincantieri, che ha riportato la “macchina” a marciare a pieni giri, consente al gruppo guidato da Giuseppe Bono di arrivare allo snodo della trimestrale con risultati in netto miglioramento e, soprattutto, con la conferma della guidance già annunciata per il 2021 (ricavi in aumento del 25-30% sul 2020, escluse le attività passanti, e marginalità prossima al 7%).

Così i conti approvati ieri dal cda presieduto da Giampiero Massolo vanno in archivio con ricavi a quota 1,4 miliardi (+9,1%), escluse le attività passanti (pari a 222 milioni, il pro rata di competenza dell’anno relativo alla vendita di due navi militari), ebitda a 101 milioni (72 milioni nel primo trimestre 2020), ed ebitda margin a 7% (5,5% l’anno scorso). L’indebitamento si attesta a 1,61 miliardi (1,06 miliardi a fine dicembre) ed è in linea con le attese e coerente con l’andamento dei volumi sviluppati nel trimestre, oltre che con il piano di consegne (con 7 unità cruise nell’anno di cui 3 nel solo terzo trimestre). Senza contare il carico di lavoro: a fine marzo, l’asticella tocca i 34,4 miliardi che corrispondono a circa 6,6 volte i ricavi 2020 con 0,3 miliardi di ordini nel trimestre.

Numeri decisamente positivi, dunque, che fotografano, per dirla con le parole del ceo Bono, «un’azienda in piena salute» intenzionata a cogliere le ulteriori opportunità che si accompagnano, come ricorda lo stesso ad, «alla cauta ripartenza delle crociere in Europa, alla quale farà seguito a breve il mercato statunitense». Un riavvio reso possibile, spiega il top manager, «dai rigidi protocolli adottati dalle società armatrici», nonché «dalla tecnologia identificata per sanificare l’aria e ridurre la possibilità dei contagi».

Insomma, il graduale recupero del settore non può che portare benefici a Fincantieri e il dato sulle prenotazioni per il 2022, che registra, sottolinea sempre Bono, «livelli in linea o migliori rispetto a quelli pre-Covid», lascia intravvedere un futuro decisamente più roseo per la cantieristica. Ma il numero uno di Fincantieri pone l’accento anche su un altro tassello: il contributo del gruppo, insieme ad altre grandi realtà nazionali ed estere, «per la messa a terra dei progetti presentati nell’ambito del Recovery Plan». E l’accordo di collaborazione sottoscritto ieri con Amazon Web Services (Aws) si inserisce lungo questo solco e mette insieme le competenze del gruppo di Bono nei settori della difesa, dell’elettronica, della sistemistica avanzata, nonché dell’information technology e della cybersecurity, con l’esperienza di Aws – scelto anche dalla Cia per le proprie strutture informatiche – nel supportare istituzioni e aziende nei processi di innovazione attraverso il cloud computing, vale a dire la possibilità di erogare risorse informatiche rendendole disponibili via Internet a distanza. Il tutto al servizio di quel processo di digitalizzazione che il governo ha definito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Fincantieri è quindi pronta a muoversi su nuovi fronti, forte di una diversificazione ormai consolidata, come detto, ma anche di una strategia in grado di preservare il core business attraverso un piano di sostegno agli armatori che ha permesso al gruppo di non subire cancellazioni di ordini. Non a caso, in assenza di sviluppi negativi collegati al Covid-19, l’azienda è sicura di mantenere «il pieno regime produttivo», conseguito già nella seconda parte del 2020, e di raggiungere così nuovamente «i livelli di crescita pre-pandemia».

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