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Fincantieri-Stx, fallito l’accordo ma gli italiani potrebbero tornare

Tramonta la vendita al costruttore navale di Trieste dei cantieri francesi specializzati in transatlantici e grandi navi militari. Ad annunciarlo sono stati ieri sera i ministri Stefano Patuanelli e Bruno Le Maire, dopo una videochiamata con la commissaria europea alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager. L’Antitrust aveva aperto più di un anno fa una procedura per effetti distorsivi del mercato. Da allora l’operazione si è arenata. «Con l’epidemia del Covid e le sue relative conseguenze sulla ripresa del mercato della cantieristica, la Commissione europea – scrivono i ministri in una nota congiunta non ha raggiunto una posizione finale sulla transazione».
Dopo aver cinque volte rinviato il closing, i governi di Roma e Parigi hanno deciso di abbandonare il progetto. Chantiers de l’Atlantique resta per adesso francese. La società di Saint-Nazaire è posseduta per l’84,3% dallo Stato, per l’11,7% da Naval Group, per il 2,4% dai dipendenti e per l’1,6% da fornitori locali. Il governo di Parigi deve ora cercare un piano B. Il ministero dell’Economia conferma che si sono fatti avanti diversi candidati. Si è parlato di un possibile ingresso dell’olandese Damen o di alcuni dei principali clienti dei cantieri, tra cui Msc Crociere. Non è escluso neanche che possa aumentare la sua quota Naval Group, che ha avviato una joint venture con Fincantieri nel navale militare. «Tutte le opzioni sono sul tavolo» spiegano al ministero dell’Economia.
Nessuna sorpresa dal quartier generale di Fincantieri, a Trieste, per lo stop a un accordo che ha visto il gruppo cantieristico prima conquistare la maggioranza assoluta del cantiere francese, il 66%, dopo aver vinto la gara per l’acquisto della quota ceduta dai coreani di Stx, e poi accettare l’alleanza alla pari (50 e 50) con l’opzione dell’affitto dell’1% per dodici anni. Ora che anche questa intesa viene spazzata via dalla politica, il gruppo guidato dall’ad Giuseppe Bono proseguirà con una strategia “stand alone” nel business delle crociere, settore in cui è già leader mondiale. Nessuna volontà di nuove acquisizioni. Nel gruppo italiano resta l’amarezza per il “no” dato alla documentazione consegnata a Bruxelles in cui si ribadiva la necessità di dar vita a un campione europeo della costruzione navale civile, un megagruppo in grado di fronteggiare la concorrenza asiatica che in Germania ha già acquistato tre cantieri. La Borsa non sembra aver patito lo stop, il titolo Fincantieri è stato addirittura premiato con un più 3,3%. Ma il sogno francese non è ancora tramontato del tutto. Anzi. A Trieste si dà per scontato che lo Stato francese rimetterà in gara il suo cantiere alla fine dell’emergenza sanitaria. La maggioranza potrebbe restare in mano pubblica, ovviamente francese. Chi sarà interessato potrà concorrere per una quota di minoranza, anche robusta, attorno al 40%, e godrà però di patti parasociali che garantiranno la gestione. Fincantieri potrebbe farsi nuovamente avanti.
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