Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fincantieri, Monfalcone riparte

Dopo una settimana di chiusura, riapre Fincantieri. Il decreto varato dal governo venerdì scorso produrrà quindi i suoi effetti: stamattina scatterà il dissequestro per la vasta area navale bloccata da un provvedimento della Procura di Gorizia, che contestava il metodo di stoccaggio dei rifiuti non tossici e non inquinanti e lasciava a casa 4.500 dipendenti.
Ma se i cancelli si spalancano e l’attività riprende, la questione non sembra ancora chiusa. Ieri infatti i carabinieri del Noe, (Nucleo operativo ecologico), notificando il dissequestro hanno anche consegnato un avviso di garanzia al direttore dello stabilimento per «violazioni alla disciplina in materia di autorizzazione integrata ambientale». La vertenza chiusa da una parte si riapre in parte dall’altra, proseguendo nella battaglia di corsi e ricorsi che si consuma da anni e dietro la quale – dicono a Monfalcone – c’è un problema di lunga data. I rapporti fra la Procura di Gorizia e i vertici Fincantieri non sono lisci: l’amministratore delegato Giuseppe Bono, è considerato un «duro» che ha rilanciato i cantieri, ma li gestisce con il pugno di ferro. Ci sono, da parte del sindacato, accuse di caporalato che non riguardano di dipendenti direttamente assunti da Fincantieri, ma gli operai, spesso bengalesi, ingaggiati dalle tante ditte subappaltatrici. Da mesi si cerca di firmare con l’azienda un protocollo d’intesa che introduca un «badge» di riconoscimento e preveda ispezioni a sorpresa.
Ora, anche se riguardo ai rifiuti, il decreto fa chiarezza sulle norme da seguire per lo smaltimento dei non tossici (il sistema applicato a Monfalcone è prassi nei cantieri di tutta Europa e conforme alla direttiva Ue) il clima resta teso. Ecco perché Fincantieri si dice «sorpreso» per il nuovo avviso di garanzia e fa notare che negli ultimi due anni e mezzo – fra Inps, Inail, Asl, ispettorati del lavoro – lo stabilimento è stato oggetto di 394 ispezioni. Confindustria vede nel caso Monfalcone l’esempio perfetto di quella «manina anti-impresa » teorizzata dal presidente Squinzi, che infatti domani sarà in Fincantieri per presenziare alla riapertura dei cantieri. «Una vicenda come questa è difficile da credere» ha detto.
Comunque sia, i 4.500 dipendenti ritornano al lavoro. Soddisfatta il ministro Federica Guidi: «Sono lieta che la magistratura abbia capito le finalità del provvedimento del governo». Soddisfatto anche il sindacato che però sottolinea come vi sia un’altra questione da chiarire. «Bene la riapertura – dice Franco Belci, segretario nazionale Cgilma i dipendenti hanno perso una settimana di lavoro e di reddito e non sono loro a dover pagare. Per quella settimana non è ancora stata trovata copertura, chiediamo la cassa integrazione. Fincantieri si faccia carico della questione. Se poi riuscissimo anche firmare il protocollo sul subappalto, sarebbe un bel segnale per le relazioni industriali ». L’azienda chiede che la stessa richiesta venga inoltrata a tutte le aziende, non solo a Monfalcone.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa