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Finanziaria, mini Web tax al 6% sui ricavi ma è battaglia per estenderla ad Amazon

Stavolta, forse, saremo nel gruppo di testa. La Web tax, in una versione “mini”, almeno per il primo anno, sta per entrare nell’ordinamento italiano. « L’emendamento sarà approvato in settimana», assicurava ieri Giorgio Santini, capogruppo del Pd in Commissione Bilancio del Senato, dove è cominciato l’esame delle legge di Bilancio.
C’è tuttavia da superare un po’ di maretta, nell’ultimo miglio, per i contrasti tra il senatore del Pd Massimo Mucchetti e il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, tra i primi a battersi per la Web tax.
Al momento sul bancone degli emendamenti della Commissione Bilancio del Senato c’è la proposta- Mucchetti: un testo snello e abbastanza soft per superare le molteplici resistenze delle lobby dei bit. Il caposaldo è una imposta del 6 per cento sul fatturato delle web company, che non hanno “stabile organizzazione” in Italia e dunque non pagano tasse. Il problema è che la norma è limitata alle web company che vendono servizi ad altre aziende, quelle che in gergo vengono chiamate business to business, come Google e Facebook, ma non si estende al le aziende, come Amazon, che vedono direttamente ai consumatori. È su questo che il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, protesta: lunedì scorso quando ha presentato il suo libro “ The challenge of the digital economy”, ha avanzato dubbi sulla proposta Mucchetti: « Il commercio deve stare dentro ».
L’altra questione riguarda le aziende italiane digitali, che hanno già la residenza fiscale nel nostro Paese e dunque pagano tasse piene: con l’aliquota al 6 per cento raddoppierebbero il peso delle imposte. Dunque si lavora per eliminare almeno questo inconveniente: Mucchetti sta riformulando l’emendamento, accogliendo probabilmente l’idea di inserire un credito d’imposta Ires e Irap per le aziende italiane. Se la questione non sarà risolta dal nuovo testo, è comunque già aperta la strada di una probabile correzione alla Camera.
Forse non si poteva fare di più. È comunque positivo che la Webtax italiana arrivi insieme a quella francese e si attesti a fianco della Gran Bretagna, unico Paese europeo che già la applica. Il gettito non sarà molto: solo 111 milioni il primo anno. Ma il primo passo sembra fatto.

Roberto Petrini

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