Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Finanziamenti pmi, rimborsi soft

di Marcello Pollio

La moratoria bancaria continua a riscuotere successi e dimostra di essere lo strumento più gradito a imprese e banche. In circa un anno e mezzo sono stati sospesi i debiti di quasi 190 mila piccole e medie imprese (pmi), per un controvalore di finanziamenti pari a 56 miliardi di euro. Partendo da questo caso di successo, l'Abi, insieme al governo e alle altre associazioni imprenditoriali, ha dichiarato di ritenere opportuno dare seguito al proprio impegno a supporto delle imprese italiane con un nuovo accordo che ne replica il modello e vuole essere il suo naturale sviluppo.

Lo scorso 16 febbraio, infatti, è stato sottoscritto il nuovo accordo che proroga al 31 luglio 2011 l'utilizzo dell'avviso comune del 3 agosto 2009, con il quale si permetteva la sospensione delle quote capitali dei mutui, dei leasing e dei finanziamenti a breve termine concessi alle pmi, ma con novità e modifiche.

L'avviso era già scaduto il 30 giugno 2010 ed era stato rinviato al 31 gennaio 2011, tuttavia alcune eccezioni di Banca d'Italia non avevano permesso una nuova proroga tout court, così l'accordo sottoscritto il 16 febbraio modifica leggermente le possibilità offerte alle pmi per ottenere liquidità. A ben vedere, l'obbiettivo ricercato dalla nuova proroga non è solo la possibilità di offrire alle imprese nuova liquidità, bensì quello di evitare disastri anche nei bilanci bancari. Un rientro troppo brusco dei 56 miliardi di euro sospesi alle imprese beneficiarie dell'accordo avrebbe potuto causare un complesso effetto domino.

La moratoria bancaria però non poteva più essere prorogata e quindi il nuovo accordo prevede la possibilità di essere utilizzato come nella versione originaria per le sole imprese che non ne hanno ancora usufruito e in diversa modalità per coloro che lo hanno già sfruttato.

I pilastri del nuovo accordo. In questa delicata fase economica, l'obiettivo ricercato dal nuovo accordo è proprio quello di: I) costruire un percorso di uscita soft dall'avviso comune; II) sostenere quelle imprese che hanno ancora problemi di liquidità e III) prevedere nuove possibilità di finanziamento per coloro che hanno già agganciato la ripresa e sono in grado di avviare processi di rafforzamento patrimoniale. Di qui il nuovo accordo, si fonda su quattro pilastri:

1) la proroga al 31 luglio 2011 del termine per la presentazione delle domande di ammissione ai benefici previsti dall'avviso comune. Gli altri contenuti dell'avviso e del successivo addendum, sottoscritto il 23 dicembre 2009 rimangono immutati. Va da sé che potranno essere sospesi/allungati i finanziamenti che non abbiano già usufruito di analoghi benefici ai sensi del menzionato Avviso

2) l'allungamento dei finanziamenti a medio lungo termine (mutui) che hanno beneficiato della sospensione ai sensi dell'avviso comune, per un periodo pari alla vita residua del finanziamento e, in ogni caso, non superiore ai due anni per i finanziamenti chirografari e ai tre anni per quelli ipotecari;

3) l'accordo prevede anche che le banche possano mettere a disposizione delle imprese, che lo richiedono, specifici strumenti di gestione del rischio di tasso relativamente ai finanziamenti per i quali si propone l'allungamento del piano di ammortamento, finalizzati a convertire il tasso di interesse del finanziamento da variabile a fisso o a fissare un tetto al possibile incremento del tasso di interesse variabile. Tali strumenti di gestione del tasso dovranno avere esclusivamente finalità di copertura del rischio di tasso ed essere strettamente correlati ai finanziamenti sottostanti in termini di durata, valore nominale e parametro di indicizzazione, secondo quanto specificato nella scheda allegata all'accordo;

4) appositi finanziamenti per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale. Si tratta di una misura già prevista nell'avviso comune, che abbiamo reso maggiormente flessibile, prevedendo che l'importo del finanziamento sia «proporzionale», anziché un «multiplo» come indicato nell'avviso, al capitale effettivamente versato dai soci.

Il secondo pilastro è senza dubbio quello più qualificante ed è la misura che crea un naturale «ponte» con la sospensione dei debiti prevista dall'avviso comune. Sarà, infatti, lo strumento più utilizzato dalle imprese che necessitano di supporto. L'obiettivo è quello di consentire alle imprese che hanno beneficiato della sospensione della quota capitale delle rate di mutuo, di riprendere l'ammortamento del proprio finanziamento con una rata più sostenibile, spalmando il debito residuo su un orizzonte temporale più lungo. Sino al 31 gennaio 2011 le imprese hanno potuto chiedere la sospensione della quota capitale, così entro i prossimi mesi l'impresa beneficiaria dell'agevolazione avrebbe dovuto riprendere a versare alla banca la rata contrattualmente prevista. Su un mutuo di durata decennale, di originari 300 mila euro, al tasso del 5% e rata semestrale, come dimostra l'esempio allegato al nuovo Accordo, prevedeva una rata di 19.244 euro. L'impresa ha potuto versare per un anno la sola quota interessi pari a circa 4 mila euro. Dopo la sospensione avrebbe dovuto riprendere a versare la rata di 19.244, sennonché con la possibilità di allungare di tre anni la durata del mutuo (ipotecario), la rata diminuisce da 19.244 euro a 12.901, con un risparmio di liquidità semestrale pari a 6.343 (annuale pari a 12.686 euro).

Chi può utilizzare l'Avviso comune e la nuova proroga. Possono essere ammesse all'allungamento ai sensi dell'Accordo, le pmi di tutti i settori, «in bonis», ovvero che non hanno posizioni debitorie classificate dalla banca come «sofferenze», partite «incagliate», esposizioni ristrutturate o scadute/sconfinanti da oltre 180 giorni, né procedure esecutive in corso. Inoltre l'impresa, nel periodo di sospensione dell'ammortamento del mutuo, deve aver pagato con regolarità gli interessi e, se del caso, deve alla fine del periodo di sospensione aver ripreso a pagare regolarmente le rate di ammortamento del finanziamento.

Le domande di allungamento possono essere presentate solo per i finanziamenti sospesi ai sensi dell'avviso comune, e non oltre sei mesi dalla fine del periodo di sospensione. Per i finanziamenti per i quali il periodo di sospensione è terminato prima del 31 agosto 2010, l'operazione di allungamento potrà comunque essere richiesta entro il 30 aprile 2011.

Il periodo massimo di allungamento previsto è pari alla durata della vita residua del mutuo. In ogni caso, il periodo di allungamento non potrà essere superiore ai due anni per i finanziamenti chirografari e a tre anni per quelli ipotecari

Il tasso di interesse al quale verrà realizzata l'operazione è quello di mercato, liberamente contrattato tra le parti. Solo per le imprese che manifestano tensioni di liquidità, la banca, compatibilmente con le proprie condizioni di raccolta, si impegna a confermare il tasso contrattuale qualora l'operazione fruisca della copertura del fondo di garanzia per le pmi o della provvista eventualmente messa a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti.

Cosa deve fare la banca. La banca che riceva la richiesta di proroga del mutuo, avvia l'iter di valutazione ed è tenuta a fornire una risposta di norma entro 40 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, completa delle informazioni eventualmente richieste, anche per valutare la capacità di continuità aziendale.

I finanziamenti che fruiscono dell'allungamento continuano ad essere segnalati in bonis ai fini di vigilanza, senza alcun peggioramento del rapporto bancario e del rating aziendale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al via la banca tutta online e digitale del gruppo Illimity, che fa capo a Corrado Passera. È Illim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google ha accettato di pagare un totale di quasi 1 miliardo di euro per chiudere il contenzioso fisc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il fondo Blackrock torna sopra la soglia del 5% del capitale sia in Unicredit che in Intesa Sanpaolo...

Oggi sulla stampa