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Finanziamenti pmi, ancora in ballo 7 miliardi di euro

Risulta quasi inutilizzato il plafond stanziato dalla Cassa depositi e prestiti per i finanziamenti alle pmi. Le risorse disponibili, pari a 10 miliardi di euro, risultano erogate, al 30 giugno 2013, per soli 2,8 miliardi di euro. Considerando che il plafond era già a disposizione da marzo 2012 e la crisi di liquidità lamentata da molte imprese, i numeri sono preoccupanti. Rimangono inutilizzati oltre 7 miliardi di fondi. Resta da capire se il motivo del mancato utilizzo è determinato dalle banche che non erogano comunque i finanziamenti o dalle imprese che ormai non fanno investimenti o dall’alto costo del denaro che frena l’accesso al credito.

I dati dell’Abi sul plafond. I dati sono stati diffusi dall’Abi che, attraverso il proprio canale internet, ha fatto il punto, relativo al periodo dal 2009 al 2012, sulle quattro successive convenzioni, in base alle quali la Cdp ha messo a disposizione specifici plafond finanziari utilizzabili dalle banche per la concessione di prestiti a medio-lungo termine in favore delle Pmi, a condizioni economiche vantaggiose. Le prime tre convenzioni, relative al 2009-2010, hanno riguardato un plafond finanziario complessivo di 8 miliardi di euro, che è stato interamente utilizzato per il finanziamento di oltre 53 mila imprese. L’Abi si è poi soffermata sulla quarta e ultima convenzione, attiva da marzo 2012, con un plafond di 10 miliardi di euro che, al 30 giugno 2013, contava 119 banche aderenti e finanziamenti erogati per oltre 2,8 miliardi di euro.

I finanziamenti della Cdp. Quello messo in campo dalla Cdp è un finanziamento a medio e lungo termine, erogabile in virtù della concessione di fondi da parte di Cdp (Cassa depositi e prestiti spa) alle Banche che ne fanno richiesta. La Cdp utilizza la provvista proveniente dal risparmio postale, rimette quindi in circolo il risparmio delle famiglie. L’operazione si configura come un finanziamento concesso alle banche, allo scopo di permettere a queste di avere provvista fondi da destinare alla concessione del credito alle piccole e medie imprese (pmi). La finalità è quella di sostegno all’economia tramite il finanziamento alle pmi.

Possibile ottenere mutui chirografari o ipotecari. I finanziamenti erogati a valere su fondi Cdp possono essere contrattualizzati sotto forma di mutui chirografari o ipotecari e possono beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, eventualmente disponibili. In caso di investimenti produttivi gli stessi investimenti possono ottenere anche agevolazioni pubbliche. Il plafond è destinato alle piccole e medie imprese (pmi) operanti in Italia che occupano meno di 250 addetti, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro, come indicato nella Raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (2003/361/Ce).

Finanziamento a copertura di investimenti o capitale circolante. Il finanziamento può essere finalizzato al supporto di iniziative relative ad investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione, oppure può essere volto a fare fronte ad esigenze di incremento del capitale circolante. Nel primo caso sono pertanto ammissibili le spese per acquisto di macchinari impianti ed attrezzature, opere murarie, oneri di urbanizzazione, consulenze tecniche ecc. Per quanto concerne i finanziamenti, normalmente chirografari, aventi come finalità l’incremento del capitale circolante, alcune banche prevedono che l’impresa si impegni, nel corso del periodo di riferimento di ogni rata semestrale di rimborso, a far affluire alla Banca flussi finanziari in entrata connessi alla riscossione dei crediti (a titolo esemplificativo fatture Italia/estero con incasso pre-canalizzato, ricevute, cambiali, incassi Rid/Mav, flussi Pos). Con questa formula l’importo di tali flussi finanziari non dovrà essere inferiore al 110% di ogni rata semestrale di rimborso in scadenza.

Possibile affiancare anche agevolazioni pubbliche. I finanziamenti con fondi Cdp non rappresentano un aiuto di stato, anche perché i finanziamenti sono erogati a condizioni di mercato e sono quindi considerati a tutti gli effetti come finanziamenti privati. Questo permette di abbinare i finanziamenti Cdp ad altre agevolazioni pubbliche per migliorare la copertura del piano di investimenti. Per esempio, nel caso di un investimento in un nuovo macchinario, una pmi può richiedere il finanziamento bancario su provvista Cdp, accedendo contemporaneamente alla garanzia pubblica del Fondo centrale di garanzia di cui alla legge 662/96 che permette di garantire fino all’80% del finanziamento e, in alcuni casi, non prevede il pagamento di commissioni. Ai fini di queste valutazioni è molto importante una corretta classificazione di impresa, per ciò che attiene alla dimensione. Sia i finanziamenti Cdp che la eventuale garanzia a supporto sono riservati alle piccole e medie imprese, con esclusione delle grandi imprese.

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