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Finanziamenti con fisco light

Anche il fisco dà una mano alle pmi per agevolare il ricorso ai finanziamenti. Con il decreto Competitività (dl n. 91/14 convertito in legge n. 116/14), il legislatore ha ampliato il perimetro di applicazione del regime opzionale dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti a m/lungo termine (oltre i 18 mesi).

Il decreto 145/2013 aveva già consentito di accendere mutui e prestiti optando tra l’applicazione dell’imposta sostituiva e le altre imposte (registro, bollo, ipotecaria, concessioni governative ecc.), in base a una valutazione di convenienza.

Risolvendo l’annosa querelle circa la corretta imposta da applicare a talune operazioni finanziarie, il legislatore è intervenuto con il decreto Competitività estendendo l’ambito oggettivo non solo alle cessioni di crediti relativi a finanziamenti a medio lungo/termine, ma anche alle successive cessioni dei contratti o crediti e ai trasferimenti delle garanzie a essi relativi. Ampliato anche il ventaglio delle operazioni ammesse con l’intento di agevolare fiscalmente anche soggetti non bancari, quali imprese di assicurazioni, Oicr e società di cartolarizzazione.

L’imposta sostitutiva sui finanziamenti. Ai contratti di finanziamento bancario, con la normativa ante dl 145/2013 («Destinazione Italia»), si applicava obbligatoriamente l’imposta sostitutiva con l’aliquota dello 0,25% da calcolare sull’importo del finanziamento erogato (2% per i contratti di mutuo destinati a finanziare l’acquisto di abitazioni diverse dalla «prima casa»); tale imposta sostitutiva era applicabile in luogo di ogni altra imposta applicabile e ciò sia per il contratto di finanziamento che per le correlate garanzie (e così, principalmente, in luogo dell’imposta di registro, dell’imposta ipotecaria e dell’imposta di bollo).

Dal 24 dicembre 2013, in seguito alle modifiche introdotte dal dl 145/2013 (art. 12, comma 4), l’imposta sostitutiva non è più di applicazione automatica, ma si rende dovuta solo se sia esercitata una specifica opzione per la sua applicazione, formulata nel contesto del contratto di finanziamento.

Rendendo opzionale l’imposta sostitutiva, si permette di non pagarla in tutti quei casi in cui la tassazione ordinaria risulta (come a volte accade) di importo inferiore: si tratta, in sostanza, dei contratti di finanziamento che non siano assistiti da garanzie, e cioè:

a) quelli chirografari (non applicandosi l’imposta sostitutiva, questi contratti saranno dunque soggetti solo a imposta di registro di 200 euro e a imposta di bollo);

b) quelli che prevedano garanzie concesse dal debitore (queste ultime, in assenza di imposta sostitutiva, pagano infatti, oltre che l’imposta di bollo, solo l’imposta di registro di 200 euro);

c) quelli con pegno su azioni o su quote di srl (che se non si applica la sostitutiva è tassato con l’aliquota dello 0,50% sul valore nominale delle partecipazioni date in garanzia e quindi con un’imposta tendenzialmente inferiore allo 0,25% sul capitale erogato dalla banca).

Altra significativa novità introdotta dal dl 145/2013 riguarda l’estensione del regime dell’imposta sostitutiva (precedentemente previsto solo per le operazioni di finanziamento di natura bancaria) alle operazioni di finanziamento «strutturate» come emissioni di prestiti obbligazionari e di titoli similari alle obbligazioni.

In particolare, dal 24 dicembre 2014, il regime sostitutivo si applica anche alle garanzie di qualunque tipo, da chiunque e in qualsiasi momento prestate in relazione alle operazioni di finanziamento strutturate come emissioni di obbligazioni o titoli similari alle obbligazioni, da chiunque sottoscritte, alle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni, anche parziali, comprese le cessioni di credito stipulate in relazione alle stesse, nonché ai trasferimenti di garanzie anche conseguenti alla cessione delle predette obbligazioni, nonché alla modificazione o estinzione di tali operazioni.

Calcolo di convenienza. La valutazione sulla convenienza o meno del regime sostitutivo deve essere fatta di volta in volta a seconda del tipo di finanziamento. Per esempio, per un mutuo di 200 mila euro, con garanzia ipotecaria di 400 mila euro, sarà conveniente esercitare l’opzione per l’imposta sostitutiva, in quanto:

– applicando l’imposta sostitutiva, si pagano solamente 500 euro;

– se si applicasse invece la tassazione ordinaria, si pagherebbero l’imposta fissa di registro per il contratto di finanziamento (pari a 200 euro), l’imposta fissa di registro per la concessione dell’ipoteca (se concessa dal mutuatario), l’imposta ipotecaria di 8 mila euro (400 mila x 2%) e l’imposta di bollo di 155 euro.

Invece, per un mutuo chirografario di 500 mila di euro si andrà in tassazione ordinaria, perché:

– se si applicasse l’imposta sostitutiva si pagherebbero 1.250 euro (500 mila x 0,25%);

– applicando invece la tassazione ordinaria si pagano solamente 200 euro e 155 euro di imposta di bollo se il contratto è «notarile»; oppure, se il contratto è formato con scrittura privata non autenticata, si paga solamente il bollo di 16 euro per ogni 100 righe di contratto.

Le recenti novità. Con il dl 91/14 (art. 22, comma 2, lettera a) è stato ulteriormente esteso l’ambito applicativo dell’imposta sostitutiva. Tale regime copre ora anche le cessioni di contratto (di finanziamento) o dei crediti relativi i contratti di finanziamenti nonché i trasferimenti delle garanzie (ipotecarie, pignoratizie o fideiussorie) che si verificano per effetto della circolazione dei contratti e dei crediti che da dette garanzie siano assistiti.

Altra importante novità riguarda le operazioni che possono fruire dell’agevolazione: sono ammesse le operazioni di finanziamento con durata contrattuale superiore a 18 mesi poste in essere da società di cartolarizzazione, da imprese di assicurazione costituite e autorizzate ai sensi di normative emanate da Stati membri dell’Unione europea, nonché da Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio) costituiti nei paesi c.d. white list.

Il credito delle assicurazioni. Quest’ultima modifica si lega strettamente alla previsione contenuta nei commi da 3 a 6 del predetto articolo 22 che, al fine di estendere le fonti di finanziamento al sistema imprenditoriale, autorizzano lo svolgimento dell’attività di concessione di finanziamento sia le imprese di assicurazione che le società di cartolarizzazione e Oicr.

Con riferimento alle compagnie di assicurazione (oltre a società di cartolarizzazione, Oicr ecc.), i prenditori dei finanziamenti dovranno essere individuati da una banca o da un intermediario finanziario e questi ultimi devono trattenere un significativo interesse economico nell’operazione di finanziamento fino alla sua scadenza.

Inoltre, le compagnie devono essere dotate di adeguati sistemi di controllo interno e livelli di patrimonializzazione.

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