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Finanziamenti, c’è l’ok della Ue

o Stato ha stanziato 25 miliardi di euro per gli interventi di garanzia che permetteranno di mobilitare fondi fino a 150 miliardi di euro. Questo ha convinto la Commissione europea ad autorizzare i finanziamenti fino a 30 mila euro garantiti dallo Stato al 100%, previsti dalla conversione in legge del decreto legge Liquidità, in particolare con la legge n. 40 del 5 giugno 2020. L’autorizzazione permette di innalzare a 10 anni il periodo massimo per il rimborso, anche sui finanziamenti già concessi da 25 mila euro, importo previsto originariamente dal dl liquidità. La Commissione europea ha riscontrato che le modifiche al regime italiano precedentemente approvato per compensare i lavoratori autonomi e le società con meno di 500 dipendenti colpite dall’epidemia di coronavirus sono in linea con le norme europee in materia di aiuti di Stato. In particolare, sono coerenti con gli aiuti di Stato previsti dal Quadro temporaneo adottato dalla Commissione il 19 marzo 2020, modificato il 3 aprile e l’8 maggio 2020. Il regime esistente è stato approvato il 13 aprile 2020 con il numero SA.56966. La commissione ha preso atto che il bilancio della misura è notevolmente aumentato. Il bilancio, che rappresenta i costi pubblici previsti del regime notificato dall’Italia, è ora di 25 miliardi di euro, un aumento significativo rispetto a 1,7 miliardi di euro stanziati in precedenza, che dovrebbe consentire di mobilitare fino a 150 miliardi di euro.

 

Durata estesa a 10 anni. A seguito delle modifiche, non solo l’importo dei finanziamenti è stato elevato a 30 mila euro, ma la durata dei prestiti totalmente garantiti è stata aumentata da sei a dieci anni. Inoltre, la platea dei beneficiari è stata estesa a broker, agenti e subagenti di assicurazione, nonché enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti. La Commissione ha concluso che il regime, come modificato, rimane necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia italiana, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Tfue e le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. La versione non riservata della decisione sarà resa disponibile con il numero SA.57625 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della Commissione sulla concorrenza.

Come sono strutturati i finanziamenti. La conversione in legge del dl Liquidità ha previsto una garanzia a copertura del 100% a favore di pmi e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, di associazioni professionali e di società tra professionisti, nonché di agenti di assicurazione, subagenti di assicurazione e broker iscritti alla rispettiva sezione del Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, che attestino, mediante dichiarazione autocertificata, di aver subito danni dall’emergenza Covid-19.

I prestiti possono raggiungere ora un importo non superiore, alternativamente, al doppio della spesa salariale annua o al 25% del fatturato. Nel caso di imprese costituite a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui. Le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del fondo di garanzia. Il finanziamento prevede una durata fino a 10 anni e un preammortamento di almeno 24 mesi, con copertura dei soli costi di istruttoria e tasso di interesse massimo determinato dal decreto. La garanzia è inoltre concessa a favore di quei beneficiari che, anche prima del 31 gennaio 2020, presentavano posizioni classificate come inadempienze probabili o esposizioni scadute e/o sconfinati deteriorate purché alla data della richiesta del finanziamento non siano più considerate tali. Per le operazioni in oggetto, la banca applica un tasso di interesse, nel caso di garanzia diretta o un premio complessivo di garanzia nel caso di riassicurazione in ogni caso non superiore al tasso del rendimento medio dei titoli pubblici (Rendistato) con durata analoga al finanziamento, maggiorato di uno spread dello 0,20%.

 

I numeri delle garanzie. Superano quota 640 mila le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al fondo di garanzia per le pmi. Questi sono i numeri che emergono dalla rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte ministero dell’economia e delle finanze, ministero dello sviluppo economico, Banca d’Italia, Associazione bancaria italiana, Mediocredito centrale e Sace. Il ministero dello sviluppo economico e Mediocredito centrale (Mcc) segnalano che sono complessivamente 645.985 le richieste di garanzie pervenute dagli intermediari nel periodo dal 17 marzo al 16 giugno 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 34,0 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti Cura Italia e Liquidità sono 642.641, pari a un importo di circa 33,6 miliardi di euro. Di queste, oltre 580.648 sono riferite a finanziamenti fino a 25 mila euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 11,7 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore. Al 16 giugno sono state accolte 619.864 operazioni, di cui 616.792 ai sensi dei dl Cura Italia e Liquidità.

Ammontano invece a 718 milioni i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di «Garanzia Italia», lo strumento di Sace per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19.

Tutte le richieste di garanzia semplificata sono state gestite ed emesse entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata, a cui sono accreditate oltre 200 banche, per un totale di 75 richieste di garanzia processate ed emesse a supporto delle imprese italiane.

 

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