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Finanziamenti al Sud per 3,1 mld

di Luigi Chiarello e Alessandra Ricciardi 

Oltre 3,1 miliardi di euro investiti, di cui la gran parte, 1,6 mld, impiegati per la realizzazione e l'ammodernamento della rete ferroviaria al Sud. Altri 974 mln di euro andranno a finanziare le voci di investimento legate all'istruzione, mentre 422 mln di euro verranno impiegati per ridurre il cosiddetto digital divide, attraverso la banda larga e ultralarga. Infine, 142 mln di euro andranno a finanziare direttamente interventi legati all'occupazione. E quanto prevede il piano per il Sud, presentato ieri a palazzo Chigi dal presidente del consiglio Mario Monti e dal ministro alla coesione territoriale, Fabrizio Barca. Al tavolo anche il ministro a istruzione, università, ricerca e innovazione tecnologica, Francesca Profumo. Il piano coinvolge le regioni che facevano parte del vecchio obiettivo uno di Agenda 2000, la vecchia programmazione di spesa dei fondi europei per le aree depresse: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise.

Il buon utilizzo dei fondi europei rappresenta «una priorità per la crescita delle aree meno avvantaggiate», ha detto Monti, sottolineando come quello per il Sud sia solo il primo capitolo di un nuovo modo di fare non solo coesione territoriale ma anche cooperazione europea. Barca sintetizza l'operazione con la metafora del passo del cavallo: da una parte evitare di perdere i fondi europei e dall'altra riqualificare la spesa. La colpa del fatto che solo il 14% dei fondi Ue siano spesi dalle regioni del Sud è triplice: «indirizzo e presidio insufficiente da parte dei centri nazionali di competenza alla quale ha corrisposto il livello regionale di governo, incertezze finanziarie dovute ai tagli delle risorse», ha elencato Barca, «e la frammentazione degli interventi, ovvero la mancata concertazione sulle operazioni strategiche». A rappresentare le ragioni delle regioni, il presidente della Basilicata, Vito de Filippo: «C'è stata una corretta collaborazione con il governo. Il fatto importante è che collochiamo questa attività non come sporadica ma continuativa e servirà a correggere metodiche e a evitare errori nella programmazione delle future risorse».

Lo sviluppo. Sul fronte opere ferroviarie, il piano per il Sud, sbloccando 1,6 miliardi di euro, punta a ridurre significativamente i tempi di collegamento tra alcuni dei principali nodi del Mezzogiorno. L'obiettivo è risparmiare in media 30 minuti di tempo nelle diverse tratte oggetto di intervento. Cinque riguardano la Sardegna, sei la Sicilia, due la Calabria, quattro la Puglia e una a cavallo tra Campania e Puglia (il collegamento Napoli-Bari). Sul fronte occupazione, invece, i 142 mln erogati dovranno creare 11.400 nuovi posti di lavoro, di cui 8.300 svantaggiati e 3.100 molto svantaggiati.

Istruzione e digitalizzazione. Sarà Francesco Profumo, ministro dell'istruzione, università e ricerca, con fresca delega anche per l'innovazione tecnologica, a gestire il pacchetto di 1,3 miliardi di euro complessivi: 974,3 milioni per l'emergenza scuola e i restanti 422 per l'agenda digitale. «Interventi che si sommano, perché la digitalizzazione degli istituti richiede anche che l'area cittadina sia fornita della rete infrastrutturale», spiega Profumo. Al primo posto nell'intervento istruzione, la messa in sicurezza di 1.600 istituti scolastici, la dotazione di tecnologie didattiche e la realizzazione di percorsi formativi ad hoc, anche con il supporto delle nuove tecnologie, per 63 mila ragazzi in difficoltà. L'obiettivo è di portare dal 26% al 10% la percentuale dei ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi e al 21%, rispetto al 33%, il numero di quanti hanno scarse competenze in matematica. Per la messa in sicurezza degli edifici, nei prossimi giorni ci sarà un incontro con l'associazione dei costruttori per stabilire tempi e procedure rapide. Ma per il Sud, il dossier dell'Istruzione è in progress: Profumo ha annunciato l'avvio di una revisione dell'orientamento scolastico, che coinvolga maggiormente le imprese per indirizzare i giovani verso studi più professionalizzanti, e un potenziamento del tempo scuola, con istituti aperti tutto il giorno come presidio contro la dispersione ma anche l'illegalità.

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