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Finanza, si entra nel vivo

 

Entra nel vivo l'attività della Camera di conciliazione e arbitrato, istituita presso la Consob per risolvere le controversie tra semplici investitori e intermediari finanziari senza ricorrere alla giustizia ordinaria. Da ieri è infatti possibile presentare le domande per l'iscrizione agli elenchi degli arbitri e dei conciliatori: sono interessati avvocati, commercialisti, notai, magistrati, professori universitari o alti dirigenti dello Stato. Si tratta di figure che, se in possesso dei requisiti professionali e deontologici previsti dai regolamenti della Camera, potranno svolgere l'attività di conciliatore e arbitro: a loro potranno rivolgersi i singoli risparmiatori nei casi di mancata trasparenza, scorrettezze o illeciti relativi alla collocazione di titoli, a fondi comuni o ad altri tipi di investimenti finanziari. Le richieste di candidatura da parte dei professionisti dovranno pervenire alla Consob entro il 24 maggio (quelle giunte successivamente saranno prese in considerazione per gli aggiornamenti semestrali degli elenchi). Subito dopo saranno stilati gli elenchi ufficiali, e la Camera di conciliazione conta «di diventare pienamente operativa da prima dell'estate, compatibilmente con il numero di domande pervenute», spiega il presidente dell'organismo, il presidente onorario della Corte dei conti Fulvio Balsamo. «Rapidità ed economicità sono le caratteristiche principali degli strumenti offerti dalla Camera a tutto vantaggio del mercato e in particolare dei risparmiatori», ha sottolineato il presidente dell'organismo, Fulvio Balsamo, nel corso di un incontro con la stampa.

Le controversie dovranno risolversi in tempi stretti (60 giorni per la conciliazione, 120 per l'arbitrato, che possono essere raddoppiati su richiesta dalle parti), mentre i costi – sottolineano dalla Camera di conciliazione – «sono contenuti: una componente fissa per le spese amministrative (30 euro per la conciliazione, 100 per l'arbitrato), più una componente variabile come compenso per conciliatori e arbitri, variabile a seconda degli importi della controversia» (si va da 40 a 76.000 euro, soglia massima in caso di arbitrati su controversie di valore superiore ai 5 milioni di euro).

Resta la possibilità di rivolgersi al giudice nel caso in cui la conciliazione fallisca; anzi a partire dal prossimo anno, l'aver tentato preventivamente la conciliazione sarà requisito necessario per intraprendere le vie legali. Nel dettaglio, la conciliazione riguarderà la ricerca di un accordo tra le parti, che sarà svolta da un mediatore scelto tra i professionisti iscritti all'elenco, e che, nel caso di raggiunta intesa, sfocerà in un contratto vincolante tra le parti. Al conciliatore potranno rivolgersi i singoli risparmiatori, da soli o coadiuvati da un legale o dal rappresentante di un'associazione dei consumatori. L'arbitrato invece costituisce una forma di giudizio alternativa al normale processo civile: deve essere previsto dall'accordo tra le parti, e può sfociare in un lodo, ovvero una decisione arbitrale con forza di sentenza. Si tratta di una procedura più formalizzata, nella quale le parti saranno coadiuvate da procuratori legali.
 

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