Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Finanza L’onda lunga (e continua) dei grandi riassetti

Un’estate che ha lasciato il segno. Come le piogge che ricorderemo più del sole, l’estate dell’economia e della finanza è stata a tratti indimenticabile, epocale. Alcuni dei grandi nomi di Piazza Affari e dell’economia italiana sono stati protagonisti: quattro su tutti, Fiat, Alitalia, Telecom, Luxottica.
Poker d’assi
Non era mai accaduta una simile contemporaneità di eventi a loro modo storici. Certo, non sono tutte note positive, in alcuni casi l’Italia fatica a reggere lo scontro con il mercato globale, per cui vende. Per dirne una, Alitalia è definitivamente passata di mano: non è più cosa nostra. Compagnia di bandiera non lo era già da tempo, ora si fanno da parte anche i «patrioti»: tocca ad Etihad, compagnia a vocazione internazionale di origine araba, basata ad Abu Dhabi, di cui Alitalia potrebbe diventare la compagnia regionale. Etihad controlla il 49 per cento di Alitalia, ne è il primo e più importante, ancorché non unico, azionista. Tocca ad Etihad trovare un futuro ad Alitalia.
Telecom Italia è invece la sintesi di una lunga e infelice stagione, nella quale si sono mischiate, nel corso degli ultimi 15 anni, le incapacità programmatiche del governo e l’insipienza dei privati, sfociate nell’arrivederci pronunciato qualche giorno fa da César Alierta e dalla sua Teléfonica. Quale futuro per quel che resta dei telefoni di stato? Forse francese, ma la partita è ancora apertissima.
Fiat è un po’ meno italiana: la sede legale sta per essere spostata ad Amsterdam, la sede fiscale sarà a Londra, mentre il titolo, che da «Fiat» diverrà «Fca», ovvero l’acronimo di Fiat Chrysler Automobiles, sbarcherà il 13 ottobre a Wall Street, la maggiore Borsa al mondo. Sergio Marchionne ha il grande merito di aver visto avanti e di aver trovato, in America, l’unica strada capace di condurre alla salvezza il gruppo torinese. Un gruppo che all’arrivo di Marchionne appariva disorientato (erano da poco mancati i fratelli Agnelli), mentre oggi è il settimo al mondo e punta a produrre 7 milioni di veicoli l’anno…
Ad Agordo, nel Bellunese, Leonardo Del Vecchio segna un’epoca nuova: il ritorno del timoniere. Luxottica è roba sua, ora tornerà anche a guidarla. L’ex ceo Andrea Guerra è stato liquidato dopo dieci anni, ma ora Luxottica cosa farà? È singolare vedere il ritorno al comando di uno splendido signore di 79 anni. L’esperienza è certamente una virtù, specie per chi guida e gli esempi non mancano. Ultimo, in ordine di tempo, quello di Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, ora di nuovo ceo della sua news company , che di anni ne ha 72.
Ma l’effetto prodotto dalla vicenda è straniante, non comune e suscita qualche perplessità negli analisti.
Prospettive
E ora? L’Italia e l’Europa sono attese da una fine d’anno complessa, quattro mesi ricchi di esami da non sbagliare. L’Europa dell’economia lo ha già capito: Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, lo ha dimostrato giovedì scorso, portando i tassi di interesse allo 0,05 per cento (vedi servizio a pagina 9).
L’Italia, per ora, ha replicato con molte parole e pochi fatti. Ma dovrà agire rapidamente. La prima partita riguarda le banche (vedi pagina 8), ma non sarà l’unica da giocarsi. Il decreto sblocca Italia, al di là dell’effetto annuncio, tocca alcune leve dell’economia, dagli investimenti in infrastrutture alla riforma del mercato del lavoro, dischiudendo prospettive ancora lontane dal divenire fatti. Sul fronte internazionale si annuncia una battaglia di posizione e resistenza tra la rigidità tedesca e una maggiore elasticità interpretativa dei vincoli europei che accomuna l’Italia a molti altri Paesi, su tutti Francia e Spagna. Mentre la Borsa sembra pronta a raccontare nuove storie. Alcuni grandi del passato non sono più tali e la rivoluzione digitale, sebbene con un ritardo tipicamente italiano, sta attecchendo anche qui. Gli effetti non mancheranno di manifestarsi anche sui listini.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa