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Film e telefilm in streaming per 8 euro al mese in Francia Netflix all’assalto dell’Europa

«Che il massacro abbia inizio», dice Kevin Spacey nel trailer della prima stagione di “House of Cards”. Il cinismo del personaggio della serie culto sulla politica americana potrebbe applicarsi anche a quello che rischia di succedere nel mondo televisivo francese. Netflix, gigante del Vod, Video on demand, e produttore della serie tv, sbarca nel protetto e finora molto chiuso mercato transalpino. I francesi da novembre potranno accedere con un clic all’immenso catalogo della società californiana, migliaia di film e serie tv, con un abbonamento di soli 8 euro al mese. La tv in streaming, l’equivalente di Spotify o Deezer per la musica, rappresenta un’offerta stracciata rispetto alle normali emittenti. Negli Usa, Netflix ha già superato Hbo, con 36 milioni di abbonati. La società è già presente in Europa, con 14 milioni di abbonati, tra paesi scandinavi, Gran Bretagna e Olanda.

Ma lo sbarco di Netflix nella patria della cosiddetta “eccezione culturale”, con un settore audiovisivo fortemente regolamentato, è simbolico. Il sistema francese si regge su una serie di norme che vincolano produzione e diffusioni dei film, garantendo così il finanziamento degli autori nazionali. L’arrivo del gigante statunitense rischia di sconvolgere l’intero sistema. Non a caso, gli operatori francesi hanno fatto resistenza all’arrivo di Netflix, che già tre anni fa aveva provato senza successo a sbarcare Oltralpe. A sorpresa, ieri, Bouygues Telecom, terzo operatore francese, ha annunciato invece che consentirà ai propri clienti di usufruire dei servizi di Netflix.
Reed Hastings, l’inventore della piattaforma, ha fatto sapere che non intende pagare alcun gruppo di telecomunicazioni. L’accordo con Bouygues potrà spianare la strada ad accordi simili con altri operatori: Orange ha detto di non essere del tutto contraria. Diverso l’approccio di Numericable Group, che si fonderà con Sfr e che lancerà un servizio concorrente a quello di Netflix. Ma intanto arrivano altre offerte di tv in streaming come il giapponese Wuaki oppure Nolim di Carrefour. Una rivoluzione in corso per un mercato come quello transalpino, dove lo Stato è riuscito a proteggere finora tv e cinema di qualità, tra cui Canal+, del gruppo Vivendi, che ha pure aperto una piattaforma in concorrenza con Netflix, CanalPlay.
Nei prossimi giorni Netflix arriverà anche in Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo, dove è anche il quartier generale europeo. Per l’Italia invece bisognerà ancora attendere visto il ritardo sulla banda larga anche se Telecom Italia starebbe già trattando con gli americani per uno sbarco dal 2015 sulle nostre tv. Tra i motivi di polemica con il governo di Parigi, c’è il fatto che Netflix non pagherà le tasse in Francia, come altri giganti della Silicon Valley. Ma dopo un lungo braccio di ferro, Hastings ha promesso che verserà l’Iva sulle vendite e devolverà il 2% del fatturato al Centre National de Cinématographie, la cassaforte che finanzia il cinema francese.
Il catalogo presentato da Netflix ieri per gli utenti francesi ha deluso alcuni. “House of Cards” non è per esempio presente, perché era già comprato da Canal+, mentre c’è la popolare commedia “Orange is the new black”. L’obiettivo, dice Hastings, è di arrivare fino a 5 milioni di abbonati entro il 2019.
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