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Filiera della carta: detrazione del 19% su libri e giornali

«Un tassello importante per un’informazione credibile e attendibile». Il presidente della Fieg, Maurizio Costa, definisce così la proposta che è stata lanciata ieri dall’intera Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione, durante uno degli appuntamenti di “Tempo di Libri”, la fiera dell’editoria fortemente voluta a Milano dalla Associazione italiana degli editori (Aie), partita mercoledì e che durerà sino a domenica nel quartiere fieristico di Rho.
Per bocca del vicepresidente di Assocarta, Paolo Mattei, è stata lanciata così a Governo e Parlamento una precisa proposta di sostegno: detrarre dalle imposte sul reddito delle persone fisiche il 19% di quanto speso nell’anno per comprare libri e giornali quotidiani e periodici. «In un momento nel quale le fake news stanno diventando un elemento pervasivo – ha aggiunto Costa – riteniamo necessari, nell’interesse della società civile e della democrazia, elementi di sostegno a un settore fondamentale come quello dell’editoria e dell’informazione», ha aggiunto Costa a margine dell’incontro.
La proposta arriva da una filiera che, con la sua rete di sette associazioni, realizza un fatturato complessivo di 31 miliardi con 688mila addetti e 9,53 miliardi di export. Macchine per la grafica e cartotecnica (Acimga e Arci), produzione di carta e cartone (Assocarta), Editoria (Aie e Fieg), stampa di giornali quotidiani (Asig), stampa cartotecnica e trasformazione (Assografici): si parla di un settore che – come spiegato da Alessandro Nova dell’Università Bocconi – rappresenta il 5% dell’occupazione manifatturiera con 198mila addetti diretti e un indotto di 490mila occupati. «Se andiamo a quantificare – ha detto il vicepresidente di Assocarta, Paolo Mattei – la copertura per questa detrazione è attorno ai 200 milioni: anche meno di quanto stanziato per il bonus giovani».
Il dibattito ha consegnato l’immagine di un settore con performance stabili nel triennio, ma al di sotto del 2011 e ancor di più rispetto al 2007. L’editoria quotidiana e quella periodica sono i comparti che hanno maggiormente pagato dazio (da 13,7 a 8,5 miliardi di ricavi la prima e da 3,3 a 2 miliardi la seconda) insieme con l’Industria della stampa cartotecnica e trasformazione (da 178,8 a 142,6 miliardi).
Resta un problema strutturale evidenziato da numeri presentati, sempre ieri, dall’Istat. In Italia ci sono oltre 4,3 milioni di non lettori di libri in più rispetto al 2010. Nel 2016 sono state circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta: il 57,6% della popolazione. Non va meglio per quotidiani e periodici: i lettori abituali nel 2016 sono stati il 33,4% e il 44,5% della popolazione (erano il 36,6% e il 50,5% nel 2014).

Andrea Biondi

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