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File, ritardi, spedizioni più care e il postino non suona più due volte

di Agnese Ananasso

ROMA – Il postino una volta suonava sempre due volte, ora a malapena arriva a una. E se va di fretta può succedere che, invece di suonare per consegnare la raccomandata, lasci direttamente la cartolina gialla nella buca della posta. Dando così l´incombenza al destinatario di andare in missione all´ufficio postale per il ritiro. Si prende il numeretto e si aspetta: dai dieci ai 30 minuti per pacchi e raccomandate, anche una mezza mattinata per pagamenti, conti correnti e ritiro della pensione. «Abbiamo posta in giacenza che non riusciamo a consegnare, siamo pochi e qui non prendono neanche gli stagionali», si sfoga un portalettere romano.
C´è poco personale agli sportelli ed anche in giro, dopo il ridimensionamento seguito all´accordo siglato a luglio dai sindacati con Poste Italiane per allontanare seimila esuberi. Il risultato? Bollette e multe possono arrivare già scadute, con il destinatario che viene messo in mora.
A essere più a rischio sono i piccoli centri: il sindacato Slc Cgil denuncia una situazione che potrebbe penalizzare 10 milioni di utenti che riceveranno la posta (giornali compresi) un giorno sì e uno no, venendo trattati come cittadini di serie A o di serie B a secondo del domicilio. Una novità che potrebbe determinare, peraltro, oltre 4 mila nuovi esuberi, come spiega Barbara Apuzzo, segretaria del sindacato: «In un´ottica di riduzione dei costi, già oggi la posta viene consegnata dal lunedì al venerdì, mentre il sabato mattina è dedicato alla consegna di posta urgente e ai servizi a pagamento. Peccato però che, non essendoci personale di supplenza, si sia arrivati a una "strutturazione" degli straordinari e al ricorso agli appalti, con un aumento enorme dei costi. Manca poi un´autorità indipendente che vigili sull´effettiva apertura del mercato a tutti. Per ora tale controllo è nella mani del governo, con non può essere imparziale», essendo proprietario delle Poste attraverso il Tesoro.
Anche l´ Eurispes sottolinea un calo di gradimento dei servizi postali del 10% nell´ultimo anno: il 58,7% degli italiani li giudica qualitativamente scarsi. Eppure Poste, grazie a un decreto da poco approvato, continuerà ad avere il monopolio del cosiddetto "servizio universale" per i prossimi 5 anni; potrà contare su una corposa esenzione dell´Iva e soprattutto conservare il ben più remunerativo invio delle raccomandate di atti giudiziari, a partire dalle multe.
Ma l´ex monopolista non si muove bene neanche su altri fronti, come fa notare il presidente di Federconsumatori Rosario Trafiletti, che lamenta un aumento dei costi della corrispondenza internazionale: «I rincari quest´anno sono arrivati al 100%. Peraltro, la nuova normativa europea rende obbligatoria l´etichetta che dichiari "contenuto di valore". Un vero invito a trafugarlo».
E Poste non fa bella figura neanche nel tam tam via Internet: basta fare un giro su Google, Facebook o e-Bay – digitando "don´t ship Italy", non spedite in Italia – per avere un piccolo assaggio della diffidenza crescente intorno al servizio tricolore.
Ma a sentire Poste tutto è nella norma: «La copertura è assicurata al 115 % in tutte le zone» spiega Rosario Fava, responsabile dei servizi postali. «Il recapito è regolare, per 19 milioni di invii al giorno, e in termini di reclami la situazione è fisiologica. Abbiamo riorganizzato il servizio, articolando il recapito su 5 giorni e ampliandone l´erogazione, nei capoluoghi di provincia e nei Comuni con più di 30mila abitanti, fino alle 20 e il sabato mattina per le consegne urgenti e per servizi a pagamento».

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