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File pirata e chiusura sito, Confindustria sta col garante

di Anna Irrera

«Non vi è conflitto di poteri nella nuova procedura per combattere la pirateria avanzata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). La proposta è compatibile con la normativa italiana sul commercio elettronico la quale prevede che, per colpire le violazioni del diritto d'autore, possano intervenire sia le autorità giudiziarie che le autorità di vigilanza»: è quanto sostiene Fimi-Confindustria, la federazione che rappresenta le principali aziende discografiche italiane, che ha dichiarato ieri di appoggiare l'iniziativa del garante contenuta nella delibera 668/2010 Cons (si veda ItaliaOggi del 1/02/2011). In base a tale delibera, emanata il 17 dicembre 2010, dal 3 marzo, il garante istituirà un sistema di cancellazione e inibizione di siti internet, anche stranieri, sospettati di violare il diritto d'autore. «Noi, in quanto federazione rappresentativa dell'industria creativa italiana, appoggiamo la proposta Agcom che è compatibile, sia con la normativa europea, in particolare con la direttiva sul commercio elettronico, sia con la normativa italiana», ha dichiarato a ItaliaOggi Enzo Mazza, presidente Fimi-Confindustria. «Già da tempo in Italia», ha proseguito Mazza, «i Monopoli di stato attuano un blocco dei siti delle scommesse all'estero. Un simile sistema verrebbe posto in essere dall'Agcom, che in quanto autorità di vigilanza, può, in base al dlgs. 70/2003, richiedere l'interdizione degli intermediari. Non c'è conflitto di poteri». «Si tratterebbe di una innovazione assoluta sul fronte del contrasto della pirateria, particolarmente diffusa in Italia. Tale procedura riuscirebbe ad abbattere la pirateria del 50%, senza colpire gli utenti finali», ha spiegato il presidente Fimi. Contro il nuovo sistema si sono schierate, invece, sei associazioni. Chiedono che «il diritto d'autore sia regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, per evitare divenga un sistema di controllo e di censura pervasivo». Si tratta di Adiconsum, Agorà digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Studio legale Sarzana e associati, che hanno inviato una lettera aperta ai parlamentari. L'Agcom, viene spiegato, «con la delibera 668 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira a introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l'accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d'autore in modo automatico e prescindendo da ogni requisito di colpevolezza accertato dell'Autorità giudiziaria». Potranno essere rimossi, si legge nella lettera, articoli pubblicati da giornali e documenti riservati finiti in rete e utili per conoscere fatti che l'opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente. Le associazioni chiedono che «nessuna nuova regolamentazione sia adottata fino a che il parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d'autore e l'accesso alla conoscenza, come la stessa Autorità garante auspica, scongiurando il pericolo di nuove censure».

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