Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Figli, lo svolta dell’assegno unico Da luglio fino a 250 euro al mese

L’assegno unico per ogni figlio diventa legge. L’aula del Senato approverà oggi definitivamente il disegno di legge delega che lo istituisce. Si tratta di una riforma attesa da anni, già passata alla Camera all’unanimità. Arriva in un momento quanto mai opportuno, visto il calo record delle nascite nel 2020 (mai così poche, solo 404 mila, dall’Unità d’Italia). Lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, qualche giorno fa, ha assicurato che l’assegno partirà dal primo luglio e sarà in media di 250 euro per figlio.

In realtà non tutto è così semplice. Sia perché quella che viene approvata oggi è una legge delega, che affida quindi al governo il compito di approvare i decreti legislativi per attuare la riforma, sia perché, al momento, le risorse a disposizione non sono minimamente sufficienti per dare a tutti i 250 euro al mese promessi.

L’ultima legge di bilancio stanzia 3 miliardi per il secondo semestre 2021 e poi 6 miliardi a regime, che si sommano ai 14 che deriveranno dalla soppressione di 8 misure indirizzate alla famiglia: dagli assegni familiari alle detrazioni per i figli a carico, dal bonus bebè agli sgravi per le famiglie numerose. Al loro posto, la riforma prevede l’erogazione, da luglio, di un assegno unico per ogni figlio, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni (21 se studente). La platea delle famiglie beneficiarie, ora limitata ai lavoratori dipendenti, sarà estesa a lavoratori autonomi, professionisti, incapienti e disoccupati.

Obiettivo: erogare 250 euro in media al mese per ogni figlio. Si tratterebbe di più del doppio rispetto ai 100 euro medi attuali. È facile vedere che con i 20 miliardi a disposizione (14+6) si può arrivare al massimo intorno a 150 euro. Quindi, per realizzare questo che dovrebbe essere il primo pezzo della riforma complessiva del fisco, servirebbero ulteriori finanziamenti. Anzi, c’è bisogno di altre risorse intanto per evitare che, allargando la platea, qualcuno ci rimetta. Secondo il relatore Stefano Lepri (Pd), primo firmatario del ddl del 2014, poi ripresentato con Graziano Delrio nel 2018, sul quale sono confluiti i progetti di Lega e Forza Italia, «basterebbero 800 milioni per inserire una clausola di salvaguardia così che nessuno ci perda rispetto a ora». Fatto questo, per arrivare a 200-250 euro al mese, servirebbero parecchi miliardi. La ministra della Famiglia, Elena Bonetti (Italia viva), che con il Family act ha dato impulso al progetto, assicura che il governo sta ragionando su come aumentare le risorse.

L’importo dell’assegno sarà modulato in base all’Isee della famiglia e alla sua numerosità. Dal terzo figlio in poi l’assegno sarà più pesante e la stessa cosa avverrà in caso di figli disabili. Bonetti assicura anche che resteranno le detrazioni per chi ha figli oltre i 21 anni: «Faremo una norma transitoria in attesa del Family act. Le famiglie devono stare tranquille, non ci perderanno». Ma luglio e vicino: sarà una corsa contro il tempo.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Bce si libera le mani per tenere i tassi ai minimi ancora a lungo, nella sfida decennale per cen...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vivendi fa un passo indietro in Mediaset, e Fininvest uno in avanti nel capitale di Cologno monzese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La riforma fiscale partirà con il taglio del cuneo, cioè la differenza tra il costo del lavoro e ...

Oggi sulla stampa