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Fiere, il servizio extra decide l’Iva

La natura della prestazione commissionata decide il trattamento Iva per le aziende italiane che partecipano alle fiere in Stati Ue. La fornitura di ulteriori servizi (complementari e no) in aggiunta agli spazi espositivi realizza un servizio complesso. Quindi il soggetto italiano riceverà fattura senza addebito dell’Iva del Paese della fiera e procederà all’integrazione del documento e alla sua registrazione. Mentre la concessione della sola area espositiva dovrebbe portare all’applicazione dell’Iva nello Stato comunitario. Vediamo nel dettaglio.
Le differenze
Se la prestazione commissionata all’ente fiera o all’organizzatore della manifestazione è composita e comprende, oltre alla messa a disposizione dello spazio espositivo, anche vari servizi connessi (utenze, servizi di hostess e catering, interpretariato, locazione di beni mobili) è plausibile considerare che si realizzi un servizio «complesso». Nella giurisprudenza della Corte di giustizia tale nozione è stata più volte esaminata con riferimento a casi specifici, tra cui proprio le manifestazioni fieristiche (sentenza 9 marzo 2006, causa C-114/05).
Il servizio complesso, pur composto di varie prestazioni connesse, è percepito dal committente come un servizio unico e spesso è acquistato come tale (quasi si trattasse di un «pacchetto») sia dal punto di vista economico (prezzo unitario) sia riguardo al suo godimento. Il servizio complesso, quando non è possibile ravvisare una prestazione principale di riferimento, può essere qualificato come generico, nell’ottica delle regole di territorialità in vigore dal 2010.
In questi casi, pertanto, l’impresa che partecipa all’evento riceverà fattura senza addebito dell’Iva del Paese della fiera e, in ossequio alla regola generale dell’articolo 7-ter del Dpr 633/72, procederà all’integrazione del documento e alla sua registrazione, applicando le disposizioni degli articoli 46 e 47 del Dl 331/93. Questo comportamento è in linea con la disciplina interna prevista per i servizi fieristici, che dal 2011 sono stati sottratti al regime territoriale specifico dell’articolo 7-quinquies del Dpr 633/1972 (quanto alla normativa interna), derogatorio rispetto al criterio generale fondato sul luogo di stabilimento del committente, nei rapporti fra soggetti passivi d’imposta.
Diversamente, quando i servizi forniti sono limitati e sono riferibili alla sola concessione dell’area espositiva e ai servizi indispensabili alla sua utilizzazione (per esempio, fornitura di energia elettrica), potrebbero ragionevolmente essere considerati immobiliari. In tali ipotesi, appare giustificabile che gli enti e gli organizzatori intermediari nella rivendita dei servizi emettano fatture recanti l’addebito dell’imposta dello Stato comunitario in cui è ubicata la fiera, coerentemente con il criterio di territorialità previsto per le prestazioni relative a beni immobili, accolto nell’articolo 7-quater, comma 1, lettera a), del Dpr 633/72, per quanto riguarda l’ordinamento interno.
Il criterio
In tale prospettiva, quindi, un utile elemento di distinzione ai fini della corretta classificazione delle prestazioni sarebbe rappresentato dal numero e dalla complessità dei servizi richiesti dal partecipante alla fiera, il quale, a seconda dei casi, potrà ricevere fattura con o senza addebito di Iva.
Si tratta, comunque, di un criterio che dovrebbe essere supportato da una chiara presa di posizione a livello ufficiale, tanto più se si considera che, nella normativa interna, non esiste una definizione dei servizi fieristici e che i precedenti interpretativi in materia (circolare 37/E/2011, paragrafo 3.1.4) non offrono un decisivo contributo.
Un simile intervento si rivela ancor più opportuno in considerazione del fatto che il regolamento comunitario 1042/2013 (in vigore dal 1° gennaio 2017) modificativo del regolamento 282/2011, ha inserito in quest’ultimo l’articolo 31-bis con la definizione dei servizi immobiliari. Il terzo paragrafo è dedicato alle fattispecie che non rientrano in tale nozione.
In particolare, nella lettera e), tra i servizi non aventi natura immobiliare sono annoverate le fiere. Il tenore della norma, tuttavia, non è del tutto chiaro, dato che viene fatto espresso riferimento alla messa a disposizione di stand presso le fiere e ai servizi accessori, ma non è citata la partecipazione alla fiera in quanto tale.

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