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Fieg rinnova i vertici e conferma Costa

E adesso c’è anche «la» squadra forte, con tutti i big schierati. Un chiaro segnale di compattezza davanti a una sfida e a un cambiamento epocali. Un segnale tutt’altro che secondario, perché se è vero che le crisi si affrontano più con l’innovazione che con il gioco in difesa, non si può dire che l’editoria italiana «di carta» non ci stesse già provando. Tecnologia, digitale, Internet. Nuove iniziative e, ovvio, nuove strategie. Aggregazioni, da ultimo. Ma rimangono comunque quelle che Maurizio Costa, nominato ieri per un secondo mandato alla presidenza della Federazione Italiana Editori Giornali, di fronte all’assemblea che gli ha rinnovato la fiducia ha definito ancora «rilevanti criticità». La crisi non è passata, in attesa che «la profonda innovazione» in atto completi il necessario (e lungo) percorso di revisioni strutturali, continua una fase storica delicata e complessa. Anche nei rapporti con il governo, quanto meno rispetto al ruolo che l’esecutivo potrebbe e/o dovrebbe avere (secondo promesse, in più di un caso) nell’accompagnare il processo che in Italia e nel mondo sta completamente rivoluzionando l’editoria scritta.

Non è un caso, perciò, che le riunioni degli organi sociali Fieg abbiano affidato il timone a Costa anche per il biennio 2016-2018: se già due anni fa i «colleghi editori» avevano voluto che a guidarli fosse l’attuale presidente di Rcs Mediagroup, la ragione stava proprio nella necessità di avviare quel percorso che, ora, è arrivato a un’altro momento chiave. E non è un caso, allo stesso modo, che Costa abbia poi proposto di integrare il Comitato di presidenza con gli editori al gran completo. Dei big (tolto Francesco Gaetano Caltagirone, che ha lasciato l’associazione mesi fa per problematiche interne al suo gruppo) non manca nessuno: Carlo De Benedetti, John Elkann, Urbano Cairo, Ernesto Mauri, Mario Ciancio Sanfilippo, Giampaolo Grandi, Paolo Panerai, Giorgio Squinzi. Affiancheranno il presidente e i suoi vice Massimo Cincera (quotidiani) ed Enrico Selva Coddè (periodici), oltre a una squadra che tra Presidenza e Consiglio federale schiera nomi come Andrea Riffeser Monti e Carlo Perrone, Laura Cioli e Monica Mondardini, Gabriele Del Torchio e Alessandro Bompieri. Un «altissimo livello», commenta il numero uno di Fieg e Rcs, che non solo «testimonia la forte unità di intenti tra gli editori»: sarà anche «la migliore garanzia per affrontare con autorevolezza e determinazione le prossime, impegnative scadenze».

Raffaella Polato

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