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Fiduciarie senza fondi per il versamento

Entro il 16 dicembre gli intermediari dovranno versare un’acconto delle imposte sul capital gain che i loro clienti dovranno, forse, pagare l’anno prossimo (articolo 2, comma 5, Dl 133/2013). Per Sim, Sgr e fiduciarie si tratta di un adempimento praticamente impossibile.
L’acconto è pari al 100% dell’ammontare complessivo dei versamenti dovuti nei primi 11 mesi del 2013 a titolo di imposta sostitutiva sulle plusvalenze percepite sul “risparmio amministrato”. L’acconto può essere scomputato, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dai versamenti della stessa imposta.
L’anticipo riguarda la sola imposta sostitutiva sulle plusvalenze, al netto delle minusvalenze, percepite nel regime opzionale dei risparmio amministrato (codice tributo 1102); non riguarda quindi l’imposta sostituiva sul risparmio gestito né quella applicata ai fondi pensione. Secondo l’opinione prevalente:
e l’acconto è calcolato sui versamenti compresi tra il 16 gennaio 2013 e il 16 novembre 2013 relativi alle imposte prelevate per i mesi novembre 2012 – settembre 2013;
r la base di calcolo dovrebbe essere assunta senza scomputare in diminuzione una serie di voci:
– compensazioni in F24;
– compensazioni effettuate nel quadro ST del modello 770, con l’utilizzo delle eccedenze a credito che possono derivare sia dalla restituzione di ritenute o di imposte sostitutive relative ad altri tributi, sia dalla restituzione ai clienti dell’imposta sostitutiva sul risparmio amministrato riferita a periodi non compresi tra il novembre 2012 e il settembre 2013;
t nel caso in cui fra il 1° gennaio 2013 e il 30 novembre 2013 siano stati fatti versamenti integrativi questi dovrebbero rilevare solamente se riguardano imposta che si sarebbe dovuto versare nello stesso periodo (quindi relative ai mesi di competenza novembre 2012 – settembre 2013); questi versamenti integrativi dovrebbero essere conteggiati anche se compensati nel quadro ST del modello 770 con eventuali ritenute o imposte sostitutive versate in eccedenza oppure se compensati in F24.
Il caso delle fiduciarie
Il nuovo acconto è incompatibile con la regolamentazione di alcuni dei soggetti che applicano l’imposta sostitutiva sul risparmio amministrato (si veda Il Sole 24 del 9 dicembre), come ad esempio le società fiduciare. Assofiduciaria, a questo proposito recentemente ha scritto al ministero dello Sviluppo economico ricordando, fra l’altro, che per lo Statuto del contribuente le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti fissati a data anteriore al sessantesimo giorno della loro entrata in vigore (comunicazione 84 di ieri). La struttura del prelievo non consente una preventiva rivalsa sul cliente. Si tratta, infatti di un acconto su imposte che saranno dovute, forse, dai clienti a partire dal mese di novembre del 2013 e i clienti in essere al 16 dicembre 2013 possono essere totalmente diversi da quelli ai quali sarà prelevata l’imposta in futuro. L’anticipo è quindi interamente a carico della fiduciaria.
Le fiduciarie, in quanto società di servizi, non sono patrimonializzate e quindi non solo non dispongono della liquidità necessaria per far fronte al versamento, ma non hanno neppure capacità di credito per ottenere finanziamenti. E anche se l’avessero, gli oneri finanziari avrebbero impatti sul loro conto economico (di norma privo di margini significativi) tale da obbligarle a cessare l’attività. Ma soprattutto, le fiduciarie non possono indebitarsi perché il Dm 16 gennaio 1995, all’articolo 5, comma 7 dispone espressamente che nell’ambito delle proprie attività complementari e strumentali l’oggetto sociale non può prevedere la possibilità di contrarre debiti in proprio o assumere impegni finanziari o in proprio se non per l’acquisizione di immobilizzazioni tecniche.

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