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Fiduciarie con imposta sostitutiva

di Andrea Bongi  

Società fiduciarie ammesse al regime del risparmio amministrato per le attività finanziarie affidate loro dal cliente sulla base di un mandato di amministrazione senza intestazione dei beni. L'opzione per il particolare regime ad imposta sostitutiva sarà ammesso a condizione che siano garantiti e specificati nel mandato di amministrazione gli obblighi di comunicazione a carico del cliente e di rendicontazione da parte della fiduciaria in ossequio alle precisazioni fornite in materia dall'amministrazione finanziaria. Lo afferma la risoluzione n.61/e diffusa ieri dalle entrate, sull'imposta sostitutiva istituita dall'articolo 6 del D.lgs. n.461/97 da parte delle società fiduciarie.

Il documento si basa su una istanza di interpello inoltrata da una società fiduciaria che aveva predisposto uno specifico schema contrattuale da utilizzare per lo svolgimento del servizio di amministrazione di attività finanziarie senza intestazione rivolto alla propria clientela costituita da persone fisiche non imprenditori residenti in Italia. Sulla base di tale rapporto contrattuale la fiduciaria si è rivolta all'amministrazione finanziaria per avere lumi in merito al corretto trattamento ai fini delle imposte dirette dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalle attività oggetto del rapporto di amministrazione senza intestazione descritto.

Essenzialmente tre i quesiti posti dalla fiduciaria nell'interpello. Il primo riguarda la possibilità per la stessa di assumere il ruolo di sostituto d'imposta sui redditi di capitale derivanti dal contratto e di poter quindi applicare le relative ritenute a titolo d'imposta o di acconto. Il secondo riferito invece alla possibilità di applicare quale intermediario professionale il c.d. regime del risparmio amministrato relativamente ai redditi diversi di natura finanziaria derivanti dal mandato professionale stipulato con la propria clientela. Il terzo ed ultimo quesito, riguarda invece l'esatta portata degli obblighi di comunicazione all'amministrazione finanziaria ai fini del monitoraggio fiscale a carico sia della società fiduciaria che della clientela. Per quanto attiene ai redditi di capitale, posto che gli stessi debbano affluire ex lege su speciali conti correnti e deposito titoli intestati alla fiduciaria per conto del cliente, le entrate ritengono che quest'ultima debba esercitare le funzione di sostituto d'imposta sui redditi stessi assoggettandoli alla ritenuta a titolo di imposta o di acconto.

Quanto alle attività finanziarie affidatele dal cliente ed ai relativi redditi diversi la risoluzione ritiene che la fiduciaria possa applicare agli stessi il regime del c.d. risparmio amministrato, a patto che siano rispettati gli obblighi di comunicazione e rendicontazione già precisati dall'amministrazione finanziaria in precedente documenti di prassi specificati nella risoluzione in commento.

In merito alle comunicazione all'amministrazione finanziaria, la risoluzione conclude ritenendo che il rapporto di amministrazione descritto dalla fiduciaria istante debba formare, fra l'altro, oggetto di apposita segnalazione all'anagrafe tributaria.

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