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Fiducia sulla manovra, arriva la Iuc

La Iuc, imposta unica comunale, al posto della Trise nel restyling della tassazione sulla casa. Interessi zero per la rottamazione delle vecchie cartelle esattoriali affidate ai concessionari della riscossione a tutto il 31 dicembre 2013 ma con l’obbligo per i contribuenti di pagare per intero l’importo iscritto a ruolo e le sanzioni. Solo un intervento soft sulle spiagge con la riapertura della delega al Governo per riscrivere le regole sull’affidamento delle concessioni demaniali e la disponibilità ad offrire canoni maggiori rispetto a quelli previsti attualmente. E la chiusura agevolata al 30% delle liti sul mancato versamento delle concessioni demaniali. Sono i quattro punti su cui in serata, al termine di una giornata convulsa, la maggioranza ha trovato un’intesa di massima al Senato, tradotta in altrettanti emendamenti dei relatori, sulle ultime modifiche alla legge di stabilità. Che oggi dovrebbe approdare in Aula a Palazzo Madama dove il Governo ricorrerà al voto di fiducia, come annunciato dal ministro Dario Franceschini.

Una fiducia che rappresenta il primo vero test parlamentare per il Governo Letta dopo la scissione nel Pdl dei governativi di Ncd di Angelino Alfano dai lealisti di Fi. Il voto avrà insomma anche il valore di una conta.

«Rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento» ponendo la blindatura «sul testo che la commissione Bilancio sta ultimando», afferma con una nota nella mattinata Franceschini aggiungendo: «La fiducia è però necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare». Anche perché Fi non ha ancora ufficiliazzato il suo atteggiamento: la riunione dei gruppi è slitta a questa mattina. «Domani (oggi per chi legge, ndr) facciamo la riunione dei gruppi per giudicare quello che finalmente speriamo di conoscere», fa sapere Silvio Berlusconi. Ma l’orientamento sembra essere quello di votare contro.

Per conoscere l’esatta tabella di marcia per il voto di fiducia occorrerà però attendere una nuova conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama convocata per questa mattina dopo quella tenutasi nel pomeriggio di ieri e conclusasi senza una decisione definitiva. A provocare l’aggiornamento la richiesta di Fi di poter prima valutare l’emendamento sulla tassazione della casa giunto in serata in commissione Bilancio.

Un posticipo, quello della capigruppo del Senato, che ha fatto pensare a una manovra di Fi per ritardare il voto sulla “stabilità” con conseguente rinvio di quello sulla decadenza di Berlusconi in calendario domani. Ma il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Luigi Zanda, e il sottosegretario alla Presidenza, Giovanni Legnini, hanno subito provato a sgomberare il terreno dai dubbi, affermando che oggi, in ogni caso, si sarebbe votata la fiducia. In altre parole anche nel caso in cui la Bilancio non fosse riuscita nella notte a chiudere i lavori, il Governo avrebbe posto la blindatura su un suo maxi-emendamento tenendo conto dei ritocchi della Bilancio. La commissione ha lavorato per tutta la notte con l’obiettivo di chiudere prima dell’alba.

Nel testo che approda in Aula non hanno trovato più posto il prelievo sulle pensioni d’oro oltre 90mila euro per rendere più soft il blocco dell’indicazione sui trattamenti pensionistici (che resta nella configurazione originaria), e procedure accelerare per la costruzione degli stadi con l’intervento dei privati (passa solo la dote per l’ammodernamento di piccoli impianti). Due nodi che saranno affrontati nel passaggio della stabilità alla Camera. Dove si tornerà a discutere anche di spiagge. L’emendamento confezionato in serata non consente la vendita ma la possibilità, per le aree di prossimità, di rivedere le concessioni ascoltando le regioni o coinvolgendo la Ue. Prevista anche una mini-sanatoria per chi gestisce gli stabilimenti balneari: chi non ha pagato i vecchi canoni o ha una pendenza giudiziaria ancora aperta al 30 settembre 2013 potrà chiudere versando in unica soluzione il 30% delle somme dovute oppure optare per il pagamento in 9 rate annuali ma in questo caso l’importo sale al 70% delle somme dovute al Fisco più gli interessi.

Alla Camera si tornerà a parlare anche di casa. Non solo per la sostituzione della Trise con la Iuc (v. articolo a pag. 5) ma soprattutto per l’esenzione dei beni agricoli. Quanto alle altre novità arrivate in commissione al Senato, la riformulazione sulla portabilità senza spese dei conti correnti: il cliente non dovrà pagare i costi aggiuntivi connessi al rapporto di conto, ma non del conto corrente bancario vero e proprio, ad altri istituti (Poste comprese). Arrivano poi più fondi per i familiari delle vittime sul lavoro e le risorse per diverse aree colpite da terremoti (dalle Marche all’Emilia Romagna).

Occorre infine segnalare che la cancellazione dell’elenco clienti fornitori per le piccole imprese agricole è stato depositato come primo firmatario dal senatore Hans Berger (Svp) e non solo dalla Lega come erroneamente indicato su queste pagine.

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