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Fiducia sul decreto, ostruzionismo M5S rischio rinvio per la legge anti-omofobia

Approvate otto dei nostri emendamenti. Al massimo possiamo dire sì solo a quattro. Il governo tratta, discute con i grillini, ma alla fine chiede la fiducia sul “decreto del fare” e usa il il testo uscito dalla commissione. Ma scatta l’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle. Il voto è infatti previsto per stamattina, ma non si sa quando sarà possibile licenziare il provvedimento e passarlo al Senato perché, dopo la chiamata nominale, i deputati dovranno votare le norme e gli ordini del giorno.
Il testo però contiene un “errore materiale” che crea altre complicazioni al percorso del decreto. In un comma cheestendeva il tetto agli stipendi per i manager anche agli amministratori di società non quotate che operano nel pubblico, tipo Poste, Ferrovie, Anas, è comparso un “non “che cancella il limite. Vista la fiducia, i deputati del Pd hanno posto il problema e chiesto che il Senato vi ponga rimedio. Ma una nota del ministero dell’Economia sembra “rivendicare” il testo. Si spiega che la norma «in modo fortemente innovativo prevede che il trattamento economico dei manager venga determinato dal ministro dell’Economia», tenendo conto di una serie di parametri ed evitando i casi di superliquidazione.
I grillini non credono all’“errore materiale”, parlano di «una manina». Anche per questo hanno scelta la via dell’ostruzionismo. Hanno detto che si prenderanno tutto il tempo a disposizione. Bloccando anche la diretta tv. Fiducia e ostruzionismo fanno però saltare il calendario,mettendo in forse l’approvazione prima delle ferie della legge sull’omofobia che dovrebbe andare in aula venerdì. Questo testo è stato approvato ieri notte in commissione Giustizia, ma il finanziamento pubblico ai partiti, la diffamazione, le riforme costituzionali sono rimasti al palo.
La legge sull’omofobia resta comunque sempre più sotto il tiro dell’ala “cattolica” del Pdl. Renato Brunetta e compagninon gradiscono neanche il testo uscito dalla commissione, composto da un solo articolo che prevede di estendere la legge Mancino all’omofobia. Senza previsioni di aggravanti. Hanno votato a favore Pd, Pdl e Sel, mentre la Lega ha detto no. Il Movimento 5 Stelle invece si è astenuto. Di fatto lo scontro è stato rinviato all’aula perché su proposta del presidente della commissione, Donatella Ferranti,non si sono votati gliemendamenti.
Il Pd, però ribadisce che la modifica per riportare le aggravanti nel testo, concordato in commissione con Sel e grillini, sarà ripresentata in aula. E così il Pdl continua a opporsi e lacerarsi. Il testo «è irricevibile per coloro che credono nel diritto naturale e nella libertà di opinione», spiega Maurizio Sacconi. Eugenia Roccella accusa i compagnidi partito laici di «subalternità alla sinistra». Carlo Giovanardi dice che si tratta di una legge «illiberale di ispirazione comunista ». E allora Gianfranco Galan replica piccato: «Roccella e Sacconi, appartengono ad un fronte talebano perché vogliono imporre la loro linea al partito e questo è inammissibile in un partito che si richiama ai valori liberali».
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