Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiducia sul decreto casa uova contro Montecitorio Arriva il bonus mobili

 Un lancio di uova in piazza Montecitorio saluta l’undicesimo voto di fiducia al governo Renzi. Quello dato ieri al decreto casa (324 sì, 110 no), che oggi sarà convertito in legge. In aula dunque i deputati votano per non far decadere il provvedimento, mentre fuori esplode la protesta dei movimenti per il diritto all’abitare. Se la prendono con Alfano e le nuove misure di sicurezza da lui annunciate per le manifestazioni a Roma. Gridano “vergogna” e “Renzi vattene”, mentre si spostano in corteo, paralizzando il traffico della Capitale e issando uno striscione con cui ribadiscono il loro “no al piano casa e no all’articolo 5”.

Nel mirino dei manifestanti la norma anti-abusivismo, che vieta di richiedere la residenza e di allacciare acqua, luce e gas a quanti da oggi occupano una casa, anche se vuota e anche se sono in stato di estrema necessità. Oltre ad impedire loro l’iscrizione nelle liste di aggiudicazione delle case popolari per almeno cinque anni. Tra le altre novità del decreto, il bonus mobili, dopo una lunga battaglia, viene svincolato dalla cifra che si spende per ristrutturare l’abitazione: si potrà detrarre il 50% della spesa dall’Irpef, ma con un tetto che resta di 10 mila euro. La cedolare secca sugli affitti a canone concordato scende al 10% (dal 15), si introducono detrazioni Irpef per gli inquilini di alloggi sociali a basso reddito, viene cancellata l’Imu per i pensionati residenti all’estero sulla casa italiana lasciata sfitta. Infine, chioschi, camper, prefabbricati, case mobili, roulotte non saranno considerati nuove costruzioni, purché installati con «temporaneo ancoraggio al suolo » all’interno di strutture ricettive all’aperto (non servirà più dunque il permesso edilizio).
Il decreto, scritto dal ministro Lupi, stanzia 900 milioni di risorse extra per la casa (rispetto agli interventi della scorsa estate), «mobilitando quasi 2 miliardi in tutto», fa sapere il ministero delle Infrastrutture. Vengono rifinanziati fino al 2020 due importanti fondi (per le locazioni e per la morosità incolpevole), a sostegno di famiglie e inquilini in difficoltà con il pagamento dell’affitto perché hanno perso il lavoro, per malattia o non più in grado. Casi assai diffusi, visto che almeno 2 milioni e mezzo di italiani pagano un canone superiore al 40% del loro reddito. Altre risorse (468 milioni) vengono riservate al recupero di 14.300 alloggi, di cui 2.300 ex Iacp, da destinare alle categorie sociali disagiate. Si incentiva la vendita di immobili pubblici, per realizzare nuovi alloggi di edilizia popolare o ristrutturare quelli inagibili. E si introduce una novità per il riscatto delle case ex Iacp, non ammesso prima di 7 anni dalla stipula del contratto d’affitto e limitato a chi non possiede altre abitazioni (si potrà rivendere non prima di altri 5 anni). Chi affitta poi alloggi sociali a canoni calmierati avrà uno sconto del 40% sulle tasse (Irpef, Ires, Irap).
Una norma importante inserita nel decreto riguarda gli inquilini che hanno denunciato affitti in nero e hanno ottenuto un taglio del canone anche dell’80% (il triplo della rendita catastale) in base all’articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011, recentemente cancellato dalla Consulta per «eccesso di delega». Ebbene i mini-canoni sono fatti salvi, dunque congelati, fino al 31 dicembre del 2015. Infine nel decreto trovano spazio anche norme sull’Expo di Milano. In particolare, si stanziano per quest’anno 25 milioni, prelevati dal fondo per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione (norma contestata soprattutto dai Cinquestelle). Si stabiliscono inoltre deroghe, rispetto al Codice degli appalti, per la società Expo2015, relative a contratti di sponsorizzazioni e concessioni di servizi. Oltre a prorogare fino al 2015 la possibilità per il Comune di Milano di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni per pagare le spese correnti e la manutenzione del verde e delle strade.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa