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Fidelity card anche senza pubblicità

Fidelity card senza se e senza ma. Per il Garante della privacy non è legittimo condizionare i servizi della carta fedeltà alla espressione del consenso a ricevere comunicazioni commerciali. Chi prende la tessera deve essere libero di scegliere se ricevere o no messaggi promozionali e questo senza perdere il diritto ai vantaggi della tessera. Questo il contenuto essenziale del provvedimento n. 133 del 20 giugno 2019, con cui il Garante ha ammonito una società della grande distribuzione a non procedere ad alcun ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati personali degli interessati, raccolti mediante i moduli relativi alle fidelity card, in assenza di un comprovato consenso libero e specifico per tali finalità. Per la cronaca il garante ha esercitato per la prima volta il nuovo potere di «ammonizione» previsto dal regolamento Ue sulla protezione dei dati 2016/679 (Gdpr).

Il Garante è intervenuto anche in materia di diritto all’oblio, affermando che, in casi particolari, può essere invocato anche partendo da dati presenti sul web che non siano il nome e il cognome dell’interessato, nel caso in cui essi lo rendano comunque identificabile, anche in via indiretta. Il Garante ha accolto il reclamo di un professionista che aveva richiesto a Google la deindicizzazione di una Url reperibile online digitando non il proprio nome, ma il riferimento alla sua qualifica di presidente di una cooperativa.

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