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Fibra ottica in tutte le scuole e più linee ad alta velocità per rilanciare l’economia

Il governo teme il peggio per l’economia italiana. Lo scrive il ministro Pd dell’Economia Roberto Gualtieri nella premessa al Piano nazionale di riforme (Pnr) che sarà esaminato dal prossimo Consiglio dei ministri: «È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere». Ecco perché il Pnr – documento che indica le priorità del Paese con valenza triennale, di solito allegato al Def di primavera, il Documento di economia e finanza – si presenta quasi come una premessa del Recovery Plan italiano che il governo annuncia di voler presentare alla fine di settembre assieme alla Nadef, la nota di aggiornamento del Def.
Quel Piano per la Ripresa è cruciale perché consentirà all’Italia di usufruire di ingenti risorse europee, la fetta più importante dei 750 miliardi messi a disposizione da Bruxelles. Nel Pnr il governo Conte invece si limita ai titoli, pur significativi. Ammette intanto che all’Italia servono 32 miliardi per le infrastrutture sanitarie. Annuncia che destinerà altri 7 miliardi in tre anni – lo 0,4% del Pil – a ricerca e istruzione, 3 miliardi extra all’edilizia scolastica in 3 mila interventi, assumerà più insegnanti di sostegno di ruolo, porterà la fibra ottica entro 2 anni in tutte le scuole statali superiori e medie, oltre che nelle scuole primarie e dell’infanzia delle “aree bianche”, quelle dove la banda ultralarga è inesistente. L’obiettivo è «adottare forme sistemiche di teledidattica» e rivedere i criteri di numerosità nelle scuole per «evitare le classi pollaio ». Previsto anche un voucher alle famiglie per la connessione veloce: 200 euro se l’Isee è sopra i 20 mila euro, 500 euro se sotto e da spendere anche per tablet e pc.
Nei prossimi 4 anni il governo punta poi a un livello di investimenti superiore al 3% del Pil, spinti da trasporto (“piano smart mobi-lity”) e telecomunicazioni (banda ultralarga e 5G). Sarà possibile raggiungere Roma da tutta Italia con l’alta velocità ferroviaria in massimo 4 ore e mezza. A settembre arriverà anche un piano decennale di riduzione del debito pubblico, definito «pesante fardello». E poi la riforma del fisco, dopo il taglio del cuneo, per favorire ceti medi e famiglie con figli. Oltre a una nuova spending review, dunque tagli alla spesa. Tra le «priorità politiche» anche la riforma dei centri per l’impiego, fase due del reddito di cittadinanza sin qui dimenticata. L’introduzione del salario minimo, per «rafforzare la contrattazione a tutela dei più deboli». La proroga di 3 anni degli sgravi contributivi legati all’assunzione di lavoratrici e norme per chiudere il «gender gap», assicurando alle donne parità di salario. Dopo i decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio vengono infine annunciati il decreto Semplificazioni e il decreto Luglio per la proroga della cassa integrazione.
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