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Fiat vola, si guarda a Chrysler e Cnh

Sergio Marchionne diserta Francoforte, e la sua assenza diventa un caso che scuote anche il titolo Fiat in Borsa: +6% a fine seduta a quota 6,16 euro. Il manager che guida Fiat e Chrysler non sarà oggi alla giornata di apertura del Salone dell’auto e quasi sicuramente non parteciperà neppure, mercoledì mattina, alla riunione dell’Acea – l’associazione dei costruttori europei di auto – di cui è tuttora presidente. Neppure il presidente di Fiat John Elkann prenderà parte alla due giorni tedesca.
Il gruppo Fiat non ha novità assolute da presentare al Salone: ci saranno le 500L Living (a 7 posti) e Trekking, già lanciate sul mercato; per l’Alfa Romeo i restyling di Mito e Giulietta, oltre alla 4C anch’essa già vista a Ginevra; per la Ferrari la 458 Speciale. Ma eventi di questo tipo sono tradizionalmente l’occasione per incontri ad alto livello, e in passato hanno fornito l’occasione per stringere o rinegoziare accordi. Quali impegni possono indurre un top manager a disertare la rassegna europea più importante del settore, la cui data è nota da anni e alla quale tutti i dirigenti delle maggiori case europee partecipano? «Impegni di lavoro improvvisi» fanno sapere dal Lingotto.
Qualcuno ha messo in relazione l’assenza di Marchionne con il fatto, emerso la settimana scorsa, che la disputa in tribunale con il fondo Veba sul prezzo delle azioni Chrysler opzionate da Fiat potrebbe andare per le lunghe, e protrarsi addirittura fino al 2015; un’eventualità che complicherebbe il cammino di Fiat verso la conquista del 100% dell’azienda Usa di cui il Lingotto ha attualmente il 58,5%. I rappresentanti del Veba hanno chiesto al Tribunale del Delaware, cui Fiat si è rivolta per fissare il prezzo delle azioni Chrysler su cui ha esercitato le opzioni, di stabilire la data del processo «non oltre la metà del 2015»; Fiat punta invece sul «maggio 2014». In ogni caso sarà impossibile, a meno di un accordo tra le parti, che si possa arrivare a una fusione in tempi brevi.
Il manager è forse volato oltre Atlantico per accelerare il negoziato con il Veba (il fondo sanitario dei pensionati Chrysler, gestito dal sindacato Uaw)? Torino smentisce, e sembra difficile che un negoziato complesso come quello con il Veba possa essere chiuso con un blitz proprio in questi giorni. Il mercato, come detto, crede in qualcosa di rilevante e ha spinto il titolo Fiat al rialzo di oltre il 5% in Piazza Affari, riportandolo sopra quota 6 euro, anche sulle voci di possibili nuovi accordi con altri costruttori. Nonostante i lievi miglioramenti della congiuntura, l’equazione finanziaria – come finanziare contemporaneamente l’operazione Chrysler e i nuovi investimenti – resta difficile da risolvere; non a caso il chief financial officer Richard Palmer è stato tra i manager del gruppo più impegnati anche ad agosto.
L’assenza annunciata di Marchionne a Francoforte ha contribuito a riaccendere i riflettori degli analisti sulle scelte strategiche del Lingotto. Oltre al dossier Chrysler c’è quello degli investimenti: quello a Mirafiori per il Suv Maserati è stato annunciato nei giorni scorsi ma non ancora ufficialmente quantificato negli importi e nei tempi; quelli su Alfa Romeo restano in stand by. Secondo Philippe Houchois, analista dell’Ubs, le due vicende potrebbero essere legate: «Una volta definiti i tempi dell’operazione Chrysler e il suo costo – afferma – Marchionne potrà muoversi in altre aree». Secondo Automotive News Europe, tra l’altro, i piani per il lancio di due modelli Alfa Romeo – la futura Giulia e un’ammiraglia a trazione posteriore – potrebbero subire ritardi; quest’estate – scrive la rivista specializzata – sono stati accantonati, in quanto il costo sarebbe stato troppo elevato, i piani per produrre la grossa Alfa su un pianale derivato di quello della Maserati Ghibli.
Inoltre, secondo la Bloomberg, Marchionne non andrebbe al salone anche per preparare l’Ipo di Cnh, anche su quest’ipotesi non è arrivato nessun commento specifico da parte del Lingotto.

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