Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat verso la «pax giudiziaria» con Fiom Le assemblee e la battaglia delle deleghe

È un primo passo verso la pax sindacale. O almeno verso rapporti normali: se la guerra Fiat-Fiom continuerà, sarà solo sul terreno naturale delle relazioni industriali. Basta tribunali. L’azienda e il sindacato di Maurizio Landini — forte della vittoria ottenuta con il verdetto della Corte costituzionale in materia di rappresentanza ma a sua volta, ormai, passato ad atteggiamenti più distensivi — mettono fine alle battaglie giudiziarie firmando accordi di conciliazione. Il via ieri, con l’intesa siglata a Torino: le 14 cause promosse dai metalmeccanici Cgil nel capoluogo piemontese (11 contro Fiat, le altre contro Cnh Industrial) passano in archivio.

La stessa cosa accadrà, nell’arco di qualche settimana, nel resto d’Italia. La Fiom aveva trascinato il Lingotto davanti ai giudici in ogni sede di stabilimento, e ovunque per l’identica ragione: rivendicare il diritto di rappresentanza dopo che, come conseguenza del mancato riconoscimento del contratto collettivo di gruppo (il cosiddetto «modello Pomigliano», votato a maggioranza nei referendum e sottoscritto da tutti gli altri sindacati), dalle fabbriche era stata esclusa. Adesso — effetto della sentenza della Consulta — nelle fabbriche i «fiommini» sono già stati riammessi. L’«accordo di conciliazione» raggiunto ieri a Torino non ne è che il logico sviluppo in campo legale. Spazza via le cause aperte. E poiché erano 62, quelle intentate complessivamente in tutta Italia, altri 25 tribunali saranno d’ora in poi «teatro» di conciliazioni analoghe.
La distensione, insomma, è incominciata. Certo, manca ancora il tassello più importante, quello che racchiude la vera sostanza: il diritto di rappresentanza riguadagnato dalla Fiom non implica automaticamente, quanto meno non al momento, il diritto di sedere al tavolo di rinnovo contrattuale. È in discussione in questi giorni, l’auspicio delle parti è una chiusura entro l’anno, ma prima ancora dell’azienda sono gli altri sindacati a opporsi a un coinvolgimento dei metalmeccanici Cgil: «Prima riconoscano il contratto collettivo, poi potranno partecipare con noi alle discussioni». È così che un primo incontro Fiat-Fiom c’è stato, il giorno stesso dell’apertura delle trattative, ma in sede separata. Ed è così che il negoziato è proseguito e prosegue solo con i firmatari del «modello Pomigliano». Modello che Landini — atteso domani alla Maserati di Grugliasco, all’assemblea degli iscritti Fiom — continua a non riconoscere, è vero. Ma è vero pure che da un pezzo non lo cita nemmeno più. Non è detto, dunque, che l’inedito clima di disgelo non riservi anche qui qualche novità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con un’accelerazione tipica delle fasi critiche il sistema bancario sta ridefinendo la sua nuova g...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Siamo poco in ritardo » nella stesura del Recovery Plan italiano. Il premier Giuseppe Conte ammet...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre anni di pressoché continua crescita di dividendi globali andati in fumo in un colpo solo, in qu...

Oggi sulla stampa