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Fiat torna a crescere in Italia. Da Melfi la nuova «Renegade»

Una rondine non fa primavera, ma forse tre fanno ben sperare. A febbraio le vendite di automobili in Italia sono cresciute dell’ 8,6%: 118.328 le nuove vetture, circa diecimila in più di un anno fa. È il terzo mese di fila con il segno più davanti, un risultato che alimenta le speranze di ripresa dopo mesi in caduta. Da gennaio l’incremento è del 6%, ma sono dati da prendere con le molle.
«È difficile dire se ci troviamo di fronte a un rimbalzo tecnico — commenta Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor— o se sia una ripresa destinata a prendere corpo nel futuro». Perché la domanda di nuove vetture lo scorso anno aveva toccato il fondo: «Il recupero si sta rafforzando». Fra gli addetti ai lavori nessuno festeggia più di tanto: «Non chiamatela ripresa — avverte l’associazione dei concessionari, Federauto. «I numeri di febbraio sono influenzati dal pessimo andamento dello scorso anno, quando il mercato aveva perso il 17%». Secondo i dealer il 2014 chiuderà con un milione e 400 mila automobili. Una crescita leggera, molto lontana da quella «soglia di sopravvivenza» collocata intorno ai due milioni di pezzi. Senza ridurre le tasse — secondo gli operatori— è impossibile tornare ai quei livelli. Per il gruppo Fiat-Chrysler il bilancio è positivo con un +7,3% (33.200 unità). Perfomance che non si vedevano da mesi, anche se la quota di mercato è calata leggermente di 0,3 punti al 28,1%. Bene il marchio Fiat che cresce più della media (+9,8%) e anche Jeep (+7%), mentre proseguono le difficoltà di Alfa che perde il 3,8%.
Ma come da tempo accade, le soddisfazioni più grandi per il Lingotto arrivano dall’America. Dove Chrysler ha centrato il 47esimo mese consecutivo in crescita (+11%, oltre 154 mila veicoli) con il solito forte contributo dei «truck» Ram.
Numeri con i quali l’amministratore delegato Sergio Marchionne si presenta al Salone di Ginevra, al via oggi con oltre cento anteprime. Sotto i riflettori c’è la nuova Jeep Renegade, uno dei prodotti più importanti della neonata Fiat Chrysler Automobiles. Più di altri prodotti segna l’integrazione fra Torino e Detroit: un Suv compatto progettato e disegnato ad Auburn Hills e costruito nello stabilimento di Melfi. Le vendite cominceranno nel secondo semestre. È la prima vettura della Jeep a «nascere» oltre i confini nazionali, un modello di grandi volumi — si parla oltre 100 mila unità l’anno— realizzato sull’architettura «small wide 4×4», la stessa sulla quale nascerà la 500X (attesa in autunno al Salone di Parigi). L’aspetto e la trazione integrale da vera fuoristrada, i motori con tecnologia MultiAir e diesel Multijet, poco più di quattro metri di lunghezza, consumi contenuti e cambio automatico a nove marce. Per il marchio americano, abituato a ragionare su altre dimensioni, è una svolta: la Renegade sarà distribuita in 100 mercati per competere nel settore degli «small Suv», che vale milioni di pezzi l’anno. Nei piani di Marchionne dovrebbe consentire, insieme ad altre novità future, alla Jeep di passare dalle 731 mila vetture dello scorso anno al milione. Cambio di marcia, infine, nell’accordo con Mazda che doveva far nascere la spider Alfa. Secondo indiscrezioni, la macchina si farà, in Giappone, ma con altre insegne, è probabile siano quelle di Abarth o di Fiat.

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