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Fiat stringe su Chrysler. La Borsa punta a Peugeot

MILANO — Un report favorevole di Goldman Sachs. Le scommesse su un possibile nuovo accordo internazionale per l'auto (in cima all'elenco dei potenziali partner sempre Peugeot-Citroën). La conferma da parte di Sergio Marchionne — sabato, a una presentazione organizzata in Svizzera da Bank am Bellevue — che il lavoro di integrazione con Chrysler arriverà quest'anno al 50% (dal 20) e che tutti i target 2011, sia per Fiat sia per Fiat Industrial, saranno rispettati. Il risultato è che, se Piazza Affari snobba il doppio declassamento affibbiato da Standard & Poor's all'Italia (e a mezza Europa), per il Lingotto va ancora meglio che per il resto del listino.
Sulla scia delle analisi di Goldman, che considera il settore sottovalutato, nelle Borse del continente salgono tutte le case automobilistiche e l'automotive in generale. Ma è Torino, inserita nella lista convinction buy, a trascinare per una volta il relativo indice: il comparto va su di oltre il 3%, Fiat lascia la seduta in aumento del 7% e torna a superare quota 4 euro. Lo stesso trend vale per il resto della galassia Agnelli. Fiat Industrial, a sua volta oggetto di un convinto upgrade dalla banca d'affari, mette insieme un +3,93%. E la holding di casa, Exor, che sta chiudendo la vendita di Alpitour e promette una rivisitazione del portafoglio d'investimenti, corre come le controllate: +6,58%.
Influiscono, sul recupero dei titoli torinesi, anche le ribadite stime sui conti 2011 e sugli obiettivi finanziari da qui al 2014. A due settimane dalla chiusura del bilancio (i relativi consigli sono in calendario per il primo febbraio), Marchionne ribadisce gli obiettivi già fissati per Fiat e Fiat Industrial. Dall'incontro svizzero con gli investitori internazionali arriva la conferma che i camion di Iveco e le macchine agricole di Cnh finiranno il 2011 con questi numeri: ricavi per 24 miliardi, utili della gestione ordinaria per 1,6, indebitamento alla stessa cifra (1,6), cash oltre i 4 miliardi.
È però sempre sull'auto che restano puntati i riflettori. Anche qui vengono ribaditi i traguardi già fissati per il 2011: Fiat e Chrysler (consolidata solo da giugno) supereranno i 58 miliardi di ricavi, con un risultato della gestione ordinaria oltre quota 2,1, debiti industriali tra 5 e 5,5 miliardi, liquidità oltre i 18. Il 2011, tuttavia, in fondo è già «scontato» da analisti e investitori. Si guarda soprattutto al 2012, altro anno di sicura, marcata debolezza per il mercato europeo. Marchionne promette di compensare ancora con Usa e Brasile, e con una decisa accelerata all'integrazione Fiat-Chrysler. Oggi, ha ripetuto anche sabato in Svizzera, sul piano industriale, finanziario e commerciale il lavoro può essere considerato fatto al 20%. Nel 2012 si arriverà almeno al 50%.
Due settimane al bilancio. Ma due settimane, anche, a un appuntamento clou per l'auto italiana: l'arrivo della Panda sul mercato. E se a Pomigliano, che con febbraio incomincerà a produrre sui tre turni, proseguono le assunzioni, dopo un mese di chiusura oggi riapre Mirafiori. A ritmo ancora ridotto (in fabbrica rientrano, fino a giovedì, 3 mila lavoratori delle linee di Idea, Musa, Mito), e con la novità legata al nuovo contratto aziendale: la Fiom è fuori dalla rappresentanza, dunque dallo stabilimento, e promette di continuare la battaglia. A partire dall'organizzazione del referendum abrogativo degli accordi firmati da Fim, Uilm, Fismic, Ugl.
Sempre sul fronte sindacale, rimane aperta la vertenza Irisbus di Valle Ufita, in provincia di Avellino. Ieri nuovo incontro al ministero dell Sviluppo, aggiornato ad aprile in attesa di verificare se si concretizzerà la manifestazione d'interesse ventilata dai cinesi di Amfia Motors.

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