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Fiat sotto scacco in Borsa

di Andrea Malan

Fiat paga la giornata nera delle Borse e risente ancora del declassamento da parte di Moody's – nonostante un report ottimista dell'Ubs. Le azioni ordinarie di Fiat spa hanno perso ieri il 4,5% in Piazza Affari a 3,856 euro; peggio ancora è andata a Fiat Industrial (-5,7%) e alla holding Exor (-6,4%). Moody's aveva tagliato mercoledì da Ba1 a Ba2 il rating del Lingotto, spiegando la decisione in primo luogo con il consolidamento di Chrysler (di cui Fiat controlla attualmente il 53,5%); il report di Ubs diffuso ieri taglia il prezzo obiettivo di Fiat spa da 8,5 a 7 euro ma conferma il giudizio buy (comprare) e definisce eccessivi i timori sulla liquidità.

Chrysler è impegnata nel negoziato con il sindacato Uaw per il nuovo contratto di lavoro, negoziato che ha subìto un'altra battuta d'arresto: dopo un'altra tornata infruttuosa di colloqui con Chrysler nella giornata di mercoledì, infatti, la Uaw ha deciso a sorpresa di accelerare le trattative per un accordo con la Ford. L'azienda controllata dalla Fiat e guidata da Sergio Marchionne potrebbe dunque diventare l'ultima delle tre big di Detroit a siglare il nuovo contratto di lavoro. Ieri i contatti sono comunque proseguiti con entrambe le aziende.

Secondo fonti citate dalla stampa americana, Uaw e Chrysler non hanno trovato l'accordo sulla parte economica del contratto. Quello di ieri è il secondo stop dei negoziati: la settimana scorsa Sergio Marchionne era volato a Detroit per chiudere l'intesa, ma il capo della Uaw Bob King aveva preferito puntare su una rapida soluzione con Gm, arrivata poi venerdì notte; Marchionne aveva allora indirizzato una dura lettera a King, accusandolo di non aver rispettato un appuntamento e di aver deluso le attese dei lavoratori. Stavolta la Chrysler si è limitata ad annunciare che «Chrysler e la Uaw hanno concordato di estendere la durata dell'attuale contratto nazionale fino al 19 ottobre». La portavoce della Uaw ha detto che il sindacato «concentrerà la sua attenzione su Ford» continuando a negoziare in parallelo con Chrysler.

La mossa negoziale della Uaw ha sorpreso anche Ford, che sperava di potersi sedere al tavolo per ultima in modo da poter recuperare parte dello svantaggio competitivo nei confronti delle rivali. Secondo le stime del Center for Automotive Research il costo di lavoro orario medio, inclusi i benefit, è di 49 dollari a Chrysler a fronte dei 58 di Ford e dei 56 di Gm. Tra Chrysler e Ford c'è una differenza importante: gli accordi firmati nel 2009 al momento del passaggio di Chrysler per il Chapter 11 impediscono al sindacato di scioperare fino al 2015; può invece scioperare contro Ford. In caso di mancato accordo tra Uaw e Chrysler, quest'ultima potrà fare ricorso all'arbitrato. Secondo alcuni osservatori, però, la mossa è rischiosa per entrambe le parti e potrebbe prolungare la fase di incertezza.

I lavoratori della General Motors, i cui delegati sindacali sono stati i primi a firmare la bozza di accordo, hanno intanto iniziato ieri il loro voto sulla ratifica. Ancor prima del loro via libera è arrivata per Gm una buona notizia da Moody's, che ieri ha messo sotto osservazione il rating dell'azienda per un possibile aumento.

Marchionne ha già messo in guardia contro l'ipotesi che il contratto Chrysler ricalchi quello della più grande rivale: «Sono due entità profondamente diverse». Gm ha chiuso il primo semestre del 2011 con oltre 6 miliardi di dollari di utili, mentre l'azienda controllata da Fiat è tornata al pareggio nel secondo trimestre.

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