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Fiat si allea con Mazda per la spider

MILANO — Fiat e Mazda hanno firmato un accordo per produrre, in comune, per i marchi Alfa Romeo e Mazda, una spider a trazione posteriore, basato sulla nuova piattaforma sviluppata per la Mx-5, l’auto che si è appena aggiudicata cinque stelle nei test Euro NCAP per la sicurezza. La firma sul memorandum d’intesa è arrivata ieri notte a Detroit, alla fine di una lunga riunione del Gec, il Group Executive Council che ha impegnato Sergio Marchionne e la sua prima linea di manager per quattro giorni. L’intesa è stata approvata dal board di Mazda Motor Corporation, controllata fino al 2008 da Ford, con soddisfazione. Il presidente e amministratore delegato Takashi Yamanouchi ha dichiarato che «è molto stimolante poter collaborare con un brand prestigioso come Alfa Romeo». L’accordo smentisce tutte le illazioni sul futuro del marchio italiano, che pareva essere in vendita. Sergio Marchionne ha sottolineato proprio questo: «La firma dimostra chiaramente il nostro impegno con Alfa Romeo».
La spider verrà costruito nello stabilimento di Hiroshima a partire dal 2015, saranno studiate due varianti, distinte nel design, personalizzate secondo le esigenze, anche nelle motorizzazioni. Il modello dell’Alfa Romeo verrà commercializzato in tutto il mondo, in Europa, in Cina e negli Stati Uniti. «Spider Alfa Romeo» è stato per anni uno slogan pubblicitario, poche parole che, in maniera essenziale, definivano lo spirito di una vettura del Biscione, il suo nome da sempre è stato legato ad un concetto di sportività emozionale, questa spider sarà il vero erede della Duetto, l’icona per eccellenza, anche negli Stati Uniti, della casa italiana. La strategia di espansione del brand milanese continuerà nel 2013 con l’arrivo negli Usa della 4C, il suo marchio è stato registrato, il 10 aprile scorso, presso l’US Patent and Trademark Office: significa voler essere presenti anche in diversi settori merceologici come l’abbigliamento e gli accessori. La Giulia verrà prodotta in America. È stato proprio Marchionne, qualche giorno fa a ribadire che il «progetto c’è, non è congelato».
L’intesa con Mazda (dal 1979 alleata con Ford, che rilevò fino al 33,4% del capitale diventandone primo azionista, per poi scendere al 3,5%) dovrebbe essere solo il primo passo verso una collaborazione più profonda tra i due gruppi: è già in fase avanzata la possibilità di permettere ai giapponesi di utilizzare pianali del gruppo Fiat-Chrysler, per produrre loro vetture negli stabilimenti europei dei quali l’alleanza italo americana dispone in Italia, Polonia e Serbia. Questo potrebbe contribuire a risolvere il problema della saturazione degli impianti in Europa, salvaguardare posti di lavoro, in attesa che si riprenda il mercato continentale. Nello stesso tempo, la casa giapponese, che soffre della sopravvalutazione dello yen, producendo i suoi modelli in Giappone, rischia di essere non più competitiva e di veder compromessa l’esportazione dei suoi modelli in mercati – come quello europeo – ormai basati sulla concorrenza commerciale. Anche Mazda, come quasi tutti i costruttori, ha il problema del dislocamento della fabbriche e l’accordo con Fiat potrebbe rappresentare una svolta, in particolare per le auto piccole, che necessariamente devono essere vendute, non solo nei paesi emergenti, ad un prezzo basso. Il problema delle fabbriche a rischio è stato affrontato da Marchionne e dai suoi pari europei nell’ultima riunione dell’Acea (Associazione costruttori europei): in Europa sono presenti 120 stabilimenti automobilistici, oggi in grado di produrre 20 milioni di pezzi. Quest’anno il mercato continentale non dovrebbe superare i 12 milioni. Per non essere costretti alla chiusura, nella speranza che, come avvenuto in America, nel giro di due anni la domanda sia nuovamente superiore all’offerta, le fabbriche devono lavorare anche per diversi costruttori, la collaborazione con Mazda potrebbe essere per Fiat «l’uovo di Colombo».

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