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Fiat, scende in campo il governo Fornero: “Fermate i licenziamenti”

TORINO — I licenziamenti di Pomigliano? «L’azienda è libera ma non mi sono piaciuti». Il ministro Corrado Passera (Sviluppo economico) apre di buon mattino il fuoco di fila del governo contro l’imbarbarirsi dello scontro a Pomigliano. Passera, che pure apprezza la scelta di Marchionne di investire in Italia, giudica negativamente i 19 licenziamenti annunciati dal Lingotto per compensare l’obbligo di assumere altrettanti iscritti alla Fiom finora discriminati, come impone una sentenza di Tribunale.
Il disagio di Palazzo Chigi diventa esplicito in serata quando Elsa Fornero, con una nota, chiede esplicitamente alla Fiat di bloccare i licenziamenti: «Constato con rammarico e preoccupazione – scrive il ministro del Lavoro – la novità che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell’indurimento della contrapposizione; la mancanza di una volontà di dialogo da entrambe le parti; l’assenza di una posizione comune da parte sindacale ». E’ a questo punto che Fornero annuncia che «si adopererà, per quanto di sua competenza, per fermare l’avvitamento in una spirale nella quale tutti sono perdenti» invitando dunque «la Fiat a soprassedere
all’avvio della procedura di messa in mobilità del personale in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi solo il fatto specifico, ma l’insieme delle relazioni sindacali in azienda».
Al ministero si smentiva ieri che a queste parole possa seguire immediatamente l’avvio di una trattativa. Ma certamente l’iniziativa di Fornero prelude almeno all’esplorazione delle intenzioni delle parti. Il Lingotto ieri sera non ha risposto all’intervento del ministro ed è possibile che lo faccia nelle prossime ore.
La Fiom, con Giorgio Airaudo, si è dichiarata «disponibile a partecipare a qualunque tavolo di confronto voglia proporre il ministro».
La mossa dei licenziamenti a Pomigliano ha continuato a provocare ieri forti reazioni. La più dura è quella del leader della Cisl Raffaele Bonanni: «La Fiat vuol licenziare 19 lavoratori a Pomigliano? In questo modo i nostri iscritti verrebbero licenziati ingiustamente. Siamo pronti a muoverci contro il Lingotto ». Dal fronte politico attacca il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Licenziamenti inaccettabili, sono un modo per aggravare i problemi. Bisogna che la Fiat ragioni diversamente ». Dal fronte degli imprenditori torna a scendere in campo Diego Della Valle, già recentemente in trincea contro gli Agnelli e il loro manager: «Bisogna proteggere l’Italia da Marchionne e dagli Agnelli. Napolitano e Monti devono richiamarli al senso di responsabilità».
Marchionne, tornato negli Usa, ha lasciato prima di partire una lettera di scuse ai fiorentini pubblicata ieri sulla stampa locale: «Non ho mai detto che la vostra è una piccola e brutta città, non ho mai definito il sindaco di Firenze come la brutta copia di qualcuno. Non io ma qualcuno dei presenti all’incontro, ha definito Firenze “pretty, old town”».
Continua comunque ad essere l’America l’area dove il manager ottiene le maggiori soddisfazioni. Ieri Chrysler ha comunicato le vendite di ottobre: sono cresciute del 10 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno mentre in Brasile il Lingotto aumenta le immatricolazioni del 41 per cento.

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