Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat sale in Chrysler, va al 30%

di Raffaella Polato

MILANO— Non erano «pochi giorni» , a separare Fiat dal nuovo 5%di Chrysler. Erano poche ore. E Sergio Marchionne, ovvio, lo sapeva. Ha giocato mediaticamente— oltre che per oggettiva prudenza — sui tempi. Nei fatti però, quando l’altro ieri ha annunciato che il passaggio dal 25 al 30%era ormai solo questione di «pochi giorni» , appunto, il pacchetto era già in transito verso il Lingotto. Senza esborso cash, come da accordi: la tranche è la seconda delle tre che, in cambio di tecnologie, Torino ha ricevuto o riceverà al raggiungimento di obiettivi prefissati. Il primo era stato centrato a gennaio, con la produzione americana del primo motore a basso consumo. Ora va a segno il secondo, legato essenzialmente alle vendite nell’area Nafta e al matrimonio delle concessionarie Fiat-Chrysler in Europa e Brasile. Il terzo dipenderà ancora da una produzione Usa: un’auto Chrysler su piattaforma Fiat in grado di percorrere 40 miglia per gallone di benzina. E se Marchionne può prometterla «entro il 2011» , è perché in rampa ha già il relativo prodotto (dovrebbe essere la nuova Dodge, su «base» Giulietta). In mezzo ci sarà anche il 16%che il Lingotto, invece, pagherà per raggiungere il 51%. Da Balocco, lunedì, sul tema maggioranza assoluta lui ha buttato lì un «ne avremo la possibilità e ne abbiamo l’intenzione, poi non so se ci riusciremo entro l’anno» . È quel «non so» che non convince. Le tappe, fin qui, hanno in realtà anticipato la tabella di marcia ufficiale. È accaduto a gennaio. È accaduto ieri, con l’annuncio del 30%. E, ieri come quattro mesi fa, a trasferire a Fiat le azioni Chrysler sono stati pro-quota tutti i soci nord-americani: Veba-Uaw scende al 59,2%, il Tesoro Usa all’ 8,6, il governo canadese al 2,2. Più che probabili dunque, vista la trattativa serrata per il rimborso dei prestiti, altre accelerate. Marchionne del resto è di nuovo negli Usa (dove, conferma, l’Alfa sbarcherà con il Suv: la Giulia è in rivisitazione, «non è un’Alfa» ). Prima di ripartire si è concesso un’ultima battuta da Balocco, con la stampa estera. Gli hanno chiesto: «Si fermerà al 51%?» Risposta: «Non è detto» . È sembrata davvero una battuta e nient’altro . È u n fatto invece — in attesa, domani, dell’incontro-verità sulla ex Bertone— l’avvio del primo i m p i a n t o comune Fiat-Chrysler: Fabbrica Italia Mirafiori ora è una società, data di «nascita» il 22 marzo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Anche Mediobanca si allinea al trend generale del credito e presenta risultati di tutto rilievo, bat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Gruppo Arvedi rivendica, oltre al completo risanamento di uno dei siti più inquinati d’Italia ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il premier Mario Draghi ha un’idea verde per la siderurgia italiana, che fa leva sui miliardi del ...

Oggi sulla stampa