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Fiat rilancia in Argentina. Piano Cnh da 200 milioni

di Roberto Da Rin

BUENOS AIRES. Dal nostro corrispondente
Ancora Sud America. Fiat rilancia e punta ancora sull'Argentina. Case New Holland (Cnh) investirà 100 milioni di dollari oltre ai 100 annunciati un anno fa. Lo ha detto Sergio Marchionne, presidente di Fiat Industrial, lunedì sera a Buenos Aires.
Una nota di Fiat Industrial e Cnh spiega che si tratta di «nuove linee di prodotti che rispondono alla domanda interna e a quella di altri mercati latinoamericani». La presidenta argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha partecipato all'incontro, organizzato nei pressi della Casa Rosada; presente anche il presidente di Fiat Argentina, Cristiano Rattazzi.
Marchionne ha confermato «l'impegno a sviluppare un centro di accoglienza per la produzione ed esportazione di macchinari agricoli e motori diesel di alta tecnologia e con un elevato contenuto locale». Il piano di Cnh prevede di produrre modelli di mietitrebbiatrici con tecnologia avanzata, capaci di notevoli miglioramenti produttivi rispetto al passato. Cui si affiancano trattori specializzati per l'impiego di vigneti e frutteti.
I veicoli saranno equipaggiati con motori Fpt Industrial, fabbricati in Argentina. Il nuovo impianto di produzione sarà localizzato nel complesso Fiat di Cordoba. La produzione di macchine agricole ritorna dopo 20 anni di assenza.
Secondo fondi Fiat «l'Argentina diventerà un centro di eccellenza per la produzione di questa tipologia di veicoli in tutta l'America Latina». In precedenza Marchionne aveva dichiarato trattarsi di «investimenti fondamentali per la nuova strategia di crescita nell'area, mettendo a disposizione dei clienti latinoamericani, in modo più efficiente, un'offerta di prodotti che attualmente sono importati in questo mercato. Verrà inoltre fornito un contributo positivo per l'economia argentina».
L'incontro tra i vertici della Fiat e quelli del Governo argentino avviene in un momento di particolare tensione con le imprese straniere, in quello che alla Casa Rosada viene definito «un riequilibrio tra importazioni ed esportazioni». Si tratta, in altre parole, di misure protezionistiche che gli argentini hanno adottato per favorire l'industria nazionale.
Ciò detto, il ministro dell'Industria Debora Giorgi ha rilasciato dichiarazioni che fanno intuire buone aperture: «La Fiat ha capito la politica industriale adottata dal Governo: più integrazione, componentistica fabbricata in Argentina in modo da sostituire una parte dei prodotti importati generando così un numero crescente di posti di lavoro». Una implicita dichiarazione di ottimismo. Che fa pensare a un distretto industriale, quello della componentistica di Cordoba, beneficiato e non scavalcato dagli investimenti programmati da Fiat.

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