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Fiat riapre bond per 400 milioni

Fiat torna sul mercato obbligazionario con una riapertura del bond con scadenza ottobre 2019. Il prestito obbligazionario era stato lanciato il 12 luglio scorso per un ammontare di 850 milioni di euro; la riapertura annunciata ieri mattina ha ricevuto ordini per 1,2 miliardi di euro e ha portato all’emissione di titoli per complessivi 400 milioni, portando a 1,25 miliardi il volume del prestito. Il coupon è stato fissato al 6,5% – in linea con le previsioni iniziali – rispetto al 6,75% di luglio.
L’operazione è stata gestita da un pool di banche composto da Citigroup, Bnp Paribas, Commerzbank, Natixis, Société Générale e Unicredit.
La riapertura dell’emissione del Lingotto, secondo quanto riferito al Sole 24 Ore-Radiocor da fonti di mercato, è legata al successo di recenti operazioni effettuate da Renault e Peugeot; non sembrano invece concrete, secondo altre fonti finanziarie, le speranze di una soluzione in tempi brevissimi del negoziato Veba sulla quota Chrysler. L’operazione di ieri servirebbe dunque semplicemente a mettere fieno in cascina approfittando delle condizioni più favorevoli del mercato. Fiat lo ha fatto più volte negli anni scorsi, e anche altre aziende del settore hanno seguito questa strada: la tedesca Continental, per esempio, ha raccolto almeno 500 milioni di euro con un collocamento di bond con scadenza marzo 2017, e la Volkswagen Leasing sta preparando – secondo fonti dell’agenzia Bloomberg – una cartolarizzazione. Per quanto riguarda il Lingotto, Bloomberg ha calcolato per la riapertura di ieri uno spread di 509 punti base sui mid-swap contro i 541 di luglio.
Fiat spa è stata inclusa per il quinto anno consecutivo – fa sapere l’azienda – nell’indice Dow Jones Sustainability.
Oggi Marchionne e il presidente John Elkann parteciperanno, nella sede del Comune di Torino, a una cerimonia per la firma del Protocollo d’intesa tra Città di Torino, Exor, Fiat e Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino relativo al restauro del Faro della Vittoria. Sarà la prima uscita pubblica del manager dopo la sua assenza a sorpresa al Salone di Francoforte.
Il Salone è stato inaugurato ieri dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha ribadito l’obiettivo di portare entro il 2020 un milione di auto elettriche sulla strade tedesche; a questo proposito la Merkel ha accolto con soddisfazione il gran numero di novità in questo campo presentato al Salone da tutti i costruttori di casa. Ha però nuovamente messo in guardia l’Europa dall’imporre vincoli troppo stringenti alle emissioni di CO2 – vincoli che le auto tedesche, in media più grosse e potenti, hanno maggiori difficoltà a rispettare. La Germania ha bloccato di recente un accordo in sede Ue sui limiti da imporre con orizzonte 2020. Il contrasto di interessi fra le case tedesche e gli altri costruttori all’interno dell’Acea è stato ipotizzato da qualcuno fra i motivi dell’assenza di Sergio Marchionne da Francoforte, dove mercoledì mattina si è tenuta la riunione periodica dell’associazione.

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