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Fiat raggiunge i massimi dal 2011

L’attesa per i dati sul mercato dell’auto in Europa, insieme alle nuove voci di un’accelerazione nel percorso di fusione con Chrysler e soprattutto le ricoperture dopo il superamento della soglia dei cinque euro, ieri hanno spinto il titolo Fiat ai massimi dall’agosto 2011: a fine seduta il titolo principe del Lingotto ha chiuso a 5,36 euro, in aumento del 7,6% su martedì.
L’attenzione dei listini sui titoli dell’auto è generalizzata (ieri Renault è balzata del 4,46%, e Peugeot del 4,49%), perché – sulla scia di alcune previsioni diffuse nei giorni scorsi – sembra che finalmente dai dati di aprile dovrebbe emergere una ripresa del mercato europeo: il nodo sarà sciolto domani con le statistiche mensili dell’Acea, che comunque dovrebbero beneficiare di un giorno lavorato in più rispetto allo stesso mese del 2012.
Altro elemento decisivo per la corsa del titolo del Lingotto, che in un mese ha guadagnato il 26,8% e in un anno il 55,4, sarebbero state le ricorperture dopo che il titolo, l’altroieri, ha superato la soglia psicologica dei cinque euro, che non vedeva più dall’agosto del 2011, prima che si scatenasse la tempesta sui listini europei. «Il titolo ha rotto importanti livelli e sono scattate le ricoperture, adesso tutti i fondi gli corrono dietro», spiegava ieri un trader all’agenzia Reuters, aggiungendo poi che l’attenzione degli analisti resta concentrata sul processo di integrazione con Chrysler.
Al riguardo le ultime parole dell’ad Sergio Marchionne risalgono all’assemblea di aprile, quando aveva detto che il gruppo spera di avere chiarezza sul progetto di fusione a fine anno, di avere liquidità sufficiente per acquisire il 100% di Chrysler, ma che nel medio termine sarà probabilmente necessario un aumento di capitale. Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato, ma c’è chi ritiene che il processo possa subire un’accelerazione già nel corso dei prossimi mesi, prima che si esprima definitivamente il giudice della Chancery Court del Delaware. Come noto, la corte si esprimerà sul valore del 3,32% di Chrysler su cui è stata esercitata la prima opzione, ma in ballo c’è il 41,5% che fa capo a Veba e che serve a Fiat per salire al 100% della controllata americana, ma se il Lingotto trovasse un accordo con il fondo di assistenza della Uaw, i tempi della fusione potrebbero accelerarsi, e con essi la quotazione a Wall Street del gruppo, il vero traguardo cui guardano gli investitori. Intanto, ieri l’agenzia Bloomberg ha rilanciato l’ipotesi dello spostamento della sede legale da Torino all’America a fusione ultimata: si tratterebbe di uno scenario possibile ma, al riguardo nessuna decisione sarebbe stata presa dal Lingotto. Anche perché, almeno in teoria, prima andrebbe chiusa la fusione.
Sempre ieri, tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat hanno ripreso sia pure a singhiozzo l’attività, dopo le sospensioni provocate dal blocco delle forniture dell’azienda di componentistica torinese Selmat.

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