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Fiat pronta all’intesa in Russia

di Andrea Malan

Fiat è vicina alla firma dell'intesa per produrre in Russia. L'agenzia di stampa russa Ria Novosti ha scritto ieri che la nuova fabbrica verrà finanziata dalla Sberbank, una delle principali banche del Paese, e sarà situata nell'area di San Pietroburgo; l'agenzia, che cita fonti del consiglio comunale della metropoli russa, afferma che l'intesa con la Sberbank verrà firmata nel primo trimestre del 2012. Ieri il gruppo torinese ha detto che «il lavoro procede» per sbloccare l'investimento in Russia. La settimana scorsa a Pomigliano, Sergio Marchionne aveva espresso la speranza di poter «annunciare qualcosa entro fine anno».
Ieri Alexey Chichkanov, presidente del Comitato per gli investimenti e progetti strategici di San Pietroburgo, ha dichiarato che «è stata presa la decisione che Fiat costruisca una fabbrica; Fiat ha trovato un partner russo serio». Lo scorso 1° giugno Fiat aveva annunciato un piano per investire 1,1 miliardi di dollari in 4 anni per una fabbrica con una capacità produttiva di 120mila veicoli l'anno e un'altra per produrre motori; già all'epoca si era parlato di contatti con Sberbank per un prestito.
In prima linea per essere prodotti in Russia sono i veicoli della gamma Jeep, secondo quanto spiegato da Sergio Marchionne in una recente intervista. I fuoristrada americani, adatti al mercato russo, potrebbero essere seguiti dal marchio Alfa Romeo. È invece molto improbabile – ha spiegato il manager – che venga utilizzato il marchio Fiat, fatta eccezione per la 500. L'obiettivo iniziale del piano Fiat 2010-2014 era di vendere 230mila auto l'anno e 50mila veicoli commerciali – obiettivo che andrebbe rivisto al ribasso in caso di conferma di un piano produttivo da 120mila unità.
Fiat è storicamente legata al mercato russo, dove già alla fine degli anni 60 del '900 ebbe un ruolo decisivo nella creazione – a Togliatti – del maggiore impianto automobilistico del Paese, che fino a quest'anno ha sfornato le Lada basate sulla vecchia Fiat 124 dell'epoca. Dopo il crollo dell'Unione sovietica, il Lingotto è tornato in Russia con un nuovo alleato, la Sollers (ex Severstal), con la quale fu firmato un accordo a tutto campo nel gennaio del 2006 – accordo che prevedeva l'assemblaggio di alcuni modelli italiani della fabbrica Severstal di Naberejniye Chelni, nella regione del Volga. L'intesa non ha però prodotto grandi frutti, e dopo una nuova falsa partenza nel 2010 l'alleanza è saltata definitivamente nel febbraio di quest'anno: Sollers ha deciso di unire le forze con l'americana Ford.
Quest'anno il Governo russo ha varato una nuova normativa per favorire lo sviluppo di un'industria dell'auto locale – normativa che prevede dazi all'import e agevolazioni per gli investimenti. A differenza di concorrenti come Renault, Ford e General Motors, Fiat ha scelto di fare a meno di un partner industriale locale, anche per non dover rispettare l'obbligo di installare una capacità produttiva di almeno 350mila unità annue. Torino ha invece negoziato un accordo che prevede come detto una produzione di 120mila unità l'anno.
Dopo un crollo delle vendite nel 2009, il mercato russo è in forte ripresa e si prevede che raggiunga i 4 milioni di unità entro la metà del decennio; la previsione più recente è di un +12% nel 2012 (secondo l'associazione dei produttori esteri Aeb) che segue un consuntivo 2011 previsto in un robusto +36 per cento.

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