Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat, più ordini a Pomigliano Polo del lusso a Grugliasco

«Un passo ulteriore della manifestazione concreta di quello che avevamo annunciato di voler fare. E che stiamo facendo». John Elkann dà appuntamento per questa mattina alle nove. Grugliasco, periferia di Torino, fabbrica ex Bertone. Fabbrica che era arrivata a un passo dal fallimento. Fabbrica che oggi Fiat rilancia.
Il lavoro è per la verità ricominciato da un pezzo, da quando il Lingotto ha prima rilevato l’impianto e poi ottenuto, nella roccaforte storica della Fiom, un larghissimo «sì» al referendum sul «modello Pomigliano». Così gli investimenti (intorno al miliardo) sono partiti mesi e mesi fa, dei 1.077 dipendenti da otto anni in cassa integrazione quasi la metà è ormai rientrata, la Maserati che inaugura la serie destinata a queste linee è in produzione e pronta all’esame del mercato.
È perciò che Elkann, con Sergio Marchionne, oggi aprirà i cancelli a stampa e autorità locali. Un’inaugurazione per dimostrare che non sono solo annunci, quelli di Fiat-Chrysler sull’impegno per l’Italia. E, a rimarcarlo, sarà subito dopo il board: per il bilancio 2012 — 3,8 miliardi le stime sull’utile della gestione ordinaria, oltre 1,2 sui profitti netti, probabile crescita dei debiti — si riunirà lì, negli uffici Omg. Ovvero Officine Maserati Grugliasco, come sono state ribattezzate. La visita dei consiglieri a quello che promette di tornare a essere — stavolta però su scala industriale — uno dei siti top della produzione premium mondiale è naturalmente inclusa.
È doppio, in effetti, il messaggio che i vertici del Lingotto vogliono lanciare. Da una parte le tappe rispettate di un percorso che, iniziato un anno fa a Pomigliano (buona notizia: non è ancora inversione di tendenza, ma gli ordini accumulati fino a ieri sulla Panda consentono di cancellare la Cig prevista per fine febbraio), prevede interventi in tutti gli stabilimenti nazionali. Dall’altra la rivoluzione della strategia Fiat-Chrysler, la riconversione dalle vetture di massa alla fascia medio-alta. Il «polo del lusso» che Marchionne ha in mente per Torino parte da lì, dalla Quattroporte e da Grugliasco. Sarà solo una parte (però con l’ambizione di arrivare, a regime, a 50 mila vetture l’anno), il resto dovrà essere fatto a Mirafiori. Ma lo sarà, conferma Elkann. Probabilmente anche in tempi relativamente brevi.
Inutile comunque chiedere ora. Il Lingotto ha un proprio calendario, a parlare dovranno essere i fatti. Dunque, la risposta del presidente Fiat è quasi scontata: «Stiamo seguendo un percorso per gradi. Avete visto Pomigliano e Melfi. Adesso Grugliasco. Si va avanti». Secondo le linee stabilite: l’investimento nelle Officine Maserati «conferma l’impegno a Torino e in Italia e la strategia di salire nell’alto di gamma». A partire da un’auto che non è l’unico a definire «molto bella». E con un certo orgoglio «oltre» il prodotto. Fiat-Chrysler la Quattroporte l’avrebbe prodotta in ogni caso. In Italia o in America. Un qualche valore quindi ce l’ha, e non soltanto simbolico, il fatto che alla fine sia nata a Grugliasco, fabbrica di operai altamente specializzati, invidiati da qualunque costruttore premium e che, nonostante ciò, nonostante tutto, hanno seriamente rischiato di sparire nell’agonia di un fallimento. Così ricorda, Elkann: «Lo stabilimento noi l’abbiamo rilevato. Gli abbiamo dato una mission creando le condizioni per riassorbire le persone che da tanti anni non lavoravano». E che con i vertici Fiat saranno, stamattina, l’«altro» protagonista sotto i riflettori dell’inaugurazione. Non fosse altro perché è quella parte del fedele mondo Fiom che però, alla Fiom, un giorno ha detto «no».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vietato giocarsi il futuro del Paese, usando la giustizia come pericoloso terreno di conflitto. O pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

C’è una gag, in vita Arenula. La riforma del processo civile, la più importante di tutte perché...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da quando ha messo piede in via Arenula il 13 febbraio la giurista Marta Cartabia ha perseguito un o...

Oggi sulla stampa