Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat, la pista asiatica con Suzuki

di Giacomo Ferrari

FRANCOFORTE — Non sottovaluta i problemi («I prossimi due anni saranno sicuramente difficili per il mercato dell'auto italiano ed europeo»), ma mantiene l'ottimismo, ripetendo ancora una volta che «i target 2011 di Fiat e Chrysler sono confermati». Quanto a Suzuki, prossima al divorzio da Volkswagen, si limita a osservare che «si parla con tutti» ma che il costruttore giapponese «sarebbe un partner interessante per i mercati asiatici». Arrivato di buon mattino al salone dell'auto di Francoforte, Sergio Marchionne ha visitato, accompagnato dal presidente del Lingotto John Elkann, gli stand del gruppo, che occupano quasi interamente un intero padiglione, il numero 6, al centro della zona espositiva. E, come sempre, non si è sottratto al fuoco di fila delle domande. A tratti aggressivo, ma su alcuni argomenti anche lacunoso, l'amministratore delegato di Fiat-Chrysler è stato ieri tra i protagonisti della prima giornata della rassegna, riservata agli operatori e alla stampa, insieme con i padroni di casa della Volkswagen, che proprio da Francoforte lanciano la sfida alla casa italo-americana su un segmento, quello delle vetture «piccole», storicamente molto ben presidiato da Torino.
Il discorso passa dai temi più propriamente tecnici, legati al momento difficile del comparto automobilistico, soprattutto in Europa e in America, fino a quelli macroeconomici e «politici». Si parte da Mirafiori, lo stabilimento simbolo della Fiat nel quale Marchionne deve ancora scegliere che cosa produrre. Il governatore della Regione Piemonte Roberto Cota, che oggi sul tema incontrerà i sindacati metalmeccanici, lo invita a farlo «il più presto possibile». E lui risponde: «Decideremo quando avremo ben chiaro la situazione della domanda in Italia e in Europa». Il segnale, insomma, dovrà arrivare dal mercato.
Intanto, però, ricorda le promesse mantenute. A cominciare dalla Nuova Panda, presentata ieri al Salone, che secondo Olivier François, capo del brand Fiat, sarà in vendita da dicembre. «E' una vettura importante – spiega Marchionne -, ha un valore storico e rappresenta il primo vero esempio del piano di investimenti che abbiamo proposto all'Italia. Il risanamento di Pomigliano, uno stabilimento che a livello mondiale non avrà pari, è la prima fase di un lungo processo di industrializzazione della Fiat e tutti sanno quali sono gli ostacoli che abbiamo fronteggiato, dal referendum, al voto, agli attacchi. Ma ora la macchina andrà in produzione».
Il richiamo a Pomigliano, il caso che ha fatto da apripista al dibattito su un modello di relazioni industriali diverso dal passato, porta direttamente il discorso al quadro economico generale. Adesso, osserva Marchionne, «abbiamo la certezza di poter gestire, che è la cosa importante per noi. Quello che serviva ci è stato dato. Non solo a noi, ma anche a tutti gli altri industriali». Il riferimento è al discusso articolo 8 inserito nella manovra del Governo. «Cerchiamo di non trovare il pelo nell'uovo: il provvedimento è di una chiarezza assoluta. Se la maggioranza dei lavoratori è d'accordo con una proposta, si va avanti. Così riusciamo a gestire. E' una cosa assolutamente civile». La possibile uscita da Confindustria? «Qual è l'importanza della Confindustria nel contesto industriale della Fiat non lo so, lo stiamo analizzando e non abbiamo ancora deciso niente».
E a proposito dei problemi dell'Italia in generale, il numero uno di Fiat-Chrysler osserva: «Non ci meritiamo la nomea di grande malata. Ma, pur non entrando nel merito delle singole iniziative, la cosa importante è essere credibili. Se facciamo mosse sbagliate rischiamo di andare fuori binario». Quanto alla possibilità che la Cina possa acquistare titoli di Stato italiani, «da un lato sarebbe un segno di fiducia per il Paese, ma dall'altro il fatto di dover ricorrere a loro di per sé non è un buon segno». Gli fa eco Luca Montezemolo, che a Francoforte ha presentato la nuova Ferrari 458 spider, annunciando per il 2011 vendite record per la casa di Maranello a 7 mila unità: «Dobbiamo dimostrare che l'Italia non è la Grecia…».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa