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Fiat Industrial rilancia l’offerta su Cnh

Ultima offerta, prendere o lasciare. Fiat Industrial ha sottoposto ieri allo Special Committee del consiglio d’amministrazione della controllata americana Case New Holland (Cnh) una lettera con la proposta finale per la fusione delle due società: ai soci di Cnh andranno 3,828 azioni della Newco per ogni titolo Cnh in portafoglio (rapporto di concambio inalterato rispetto alla proposta dello scorso 30 maggio) più un dividendo straordinario di 10 dollari per azione, il che rappresenta un miglioramento – secondo Fiat Industrial – del 25,6% rispetto all’offerta iniziale. Il dividendo verrebbe pagato da Cnh «se possibile entro la fine del 2012», il che aumenta ancora – afferma FI – il valore dell’offerta.
Fiat Industrial, controllata al 30,5% dalla Exor della famiglia Agnelli, è stata scorporata da Fiat spa a fine 2010; oltre che il 100% di Iveco (camion) ha in portafoglio l’88,2% di Cnh (macchine agricole e da cantiere), mentre il restante 11,8% è in mano a investitori istituzionali, prevalentemente americani. Lo Special committee è stato costituito a tutela dei soci di minoranza e il suo parere è vincolante; il comitato ha bocciato all’unanimità, lo scorso 15 ottobre, la prima proposta di fusione definendola «inadeguata». Il miglioramento dell’offerta con un pagamento cash da parte di Cnh, e non modificando i termini del concambio, permetterà agli Agnelli di conservare il controllo del nuovo gruppo: la loro quota si dovrebbe diluire al 27,5% circa, ma potrebbe poi risalire grazie al meccanismo dei diritti di voto doppi previsto dalla fusione (e permesso dalla legge olandese) che premierà i soci stabili.
La nuova offerta è definita «la migliore e l’ultima»: il comitato speciale del cda di Cnh, che rappresenta i soci di minoranza, avrà tempo fino a domani sera (ora di New York) per dare una risposta positiva, e la fusione dovrà essere firmata entro domenica 25, spiega la lettera inviata ieri da Sergio Marchionne (presidente di Fiat Industrial) al comitato. La lettera lascia trapelare più di un segnale di impazienza per un negoziato che si protrae ormai da quasi sei mesi: «Nelle scorse settimane abbiamo discusso varie alternative per migliorare la nostra proposta, ma voi non avete voluto accettarne nessuna». In caso di nuovo rifiuto – spiega Marchionne – Fiat Industrial «procederà comunque agli altri aspetti della transazione proposta, compresa la fusione della stessa FI con una newco basata in Olanda e quotata sui mercati di New York e Milano». Nella sua lettera il manager ribadisce la convinzione che «sia i soci di Fiat Industrial che quelli di Cnh beneficeranno del considerevole potenziale di rivalutazione della nuova società».
Per convincere i fondi Usa recalcitranti Marchionne fa intravedere, oltre alla carota del dividendo, anche qualche bastone: per esempio in caso di mancata fusione «Fiat Industrial non autorizzerà il pagamento di dividendi da parte di Cnh»; o ancora, il fatto che nei prossimi mesi verrà annunciata una nuova politica nei prezzi di trasferimento dei motori FI a Cnh che «dal 2015 ridurrà i margini di profitto di Cnh fino a un punto percentuale».
Il pagamento del dividendo straordinario ai soci di minoranza farebbe uscire dalle casse di Cnh poco meno di 280 milioni di dollari, ovvero poco più di 200 milioni di euro, pari al 2,5% circa dell’attuale capitalizzazione di Fiat Industrial. In caso di rapida approvazione da parte delle minoranze Cnh, resta un ostacolo sulla via della fusione: il diritto di recesso riconosciuto agli azionisti Fiat Industrial per effetto dello spostamento della sede in Olanda. FI non intende procedere all’operazione qualora l’esborso per compensare i soci superi i 250 milioni.
Fiat Industrial ha annunciato la settimana scorsa una nuova struttura organizzativa basata su un Group Executive Council e ha nominato direttore generale (chief operating officer) Richard Tobin, attuale amministratore delegato di Cnh. Il mercato azionario sembra avere fiducia nell’approvazione della nuova offerta: ieri i titoli Cnh hanno compiuto un balzo iniziale fino al 6% a Wall Street, anche se poi hanno ripiegato a un più contenuto +3% a metà seduta; quelli di Fiat Industrial a Milano hanno guadagnato in chiusura il 2,74% a 8,24 euro.

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