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Fiat, due anni di cassa integrazione a Melfi

MILANO — Due anni di cassa integrazione per l’impianto di Melfi. È la richiesta fatta ieri dal Lingotto: il provvedimento, che scatterà, a rotazione, dall’11 febbraio di quest’anno al 31 dicembre 2014, è stato motivato per attrezzare una delle due linee dello stabilimento lucano alla produzione, dalla primavera del prossimo anno, della nuova 500X (versione 4×4 della 500L) e del minisuv Jeep. «Servirà a ristrutturare in vista dell’investimento, intanto continueremo a produrre, secondo le richieste del mercato, la Punto», ha spiegato, dal Salone di Detroit, l’amministratore delegato Fiat-Chrysler Sergio Marchionne, in risposta alle polemiche che si sono immediatamente scatenate dal fronte sindacale. Marchionne ha pure lanciato rassicurazioni: «Non chiuderemo altri impianti in Italia. I tagli di posti di lavoro effettuati in Polonia hanno protetto i lavoratori delle fabbriche italiane». Per il leader della Fiom, Maurizio Landini, invece, «siamo all’annuncio di una riduzione dei livelli occupazionali a Melfi. I dettagli dell’investimento sono ignoti».
Mentre in Italia scattava l’allarme di sindacati e partiti politici per chiedere al Lingotto garanzie sul futuro di Melfi, Fiat-Chrysler e Guangzhou Automobile Group (Gac) siglavano nella sede Chrysler di Auburn Hills, un framework agreement che darà il via alla produzione di Jeep in Cina, destinate al solo mercato locale.
La joint-venture Gac-Fiat, che attualmente produce la Fiat Viaggio (lanciata lo scorso settembre) e distribuisce in Cina alcuni modelli importati (Fiat 500, Freemont e Bravo), amplierà così le sue attività per agevolare la localizzazione nei prossimi anni di ulteriori modelli Fiat. Considerando l’aria che tira in Europa (ieri sono stati diramati i dati ufficiali delle vendite nel Vecchio Continente: -8,2% con 11,7 milioni di auto vendute nei 12 mesi, e con il Lingotto che ha visto ridursi la sua quota di mercato al 6,4% dal 6,9% dell’anno precedente) lo sbocco cinese prospetta grandi opportunità. «Dopo il successo del lancio del primo prodotto della nostra joint-venture, la Fiat Viaggio, questo accordo rappresenta un’altra pietra miliare dell’alleanza con Fiat e Chrysler e pone solide basi per raggiungere obiettivi molto ambiziosi sul mercato cinese», ha dichiarato Zeng Qinghong, general manager di Gac.
Non c’è però solo la Cina nei piani Fiat. Da Detroit Marchionne ha anche preannunciato che già da quest’anno partirà la produzione in Messico di almeno 60 mila veicoli commerciali Ducato.
La stretta sul contratto. Oggi, all’Unione Industriale di Torino, Fiat e sindacati cercheranno di chiudere la partita sul contratto specifico di primo livello, per gli 80 mila lavoratori del gruppo: 40 euro lordi di aumento mensile, legato alle presenze, solo per il 2013, la proposta dell’azienda.
E il 30 gennaio, nello stesso giorno in cui il board del Lingotto si riunirà per esaminare i conti 2012, sarà inaugurato lo stabilimento di Grugliasco, alle porte di Torino, destinato a costituire assieme a Mirafiori, il cosidetto «polo del lusso». Dall’impianto, ex Bertone, (che a regime dovrebbe riassorbire tutti i 1.400 dipendenti) uscirà infatti la Quattroporte Maserati, appena presentata al Salone di Detroit.

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