Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat dimezza gli utili titolo giù in Borsa domani si vota la fusione

La trimestrale delude le attese, il titolo scende a 7,45 euro (trenta centesimi sotto il prezzo del recesso fissato a 7,27)e procura qualche preoccupazione per il comportamento dei fondi nell’assemblea di domani mattina, quando basterà il 5 per cento del capitale contrario per far saltare il progetto di fusione tra Fiat e Chrysler. Gli ultimi giorni italiani del Lingotto si presentano movimentati anche se ufficialmente i vertici di Torino ostentano sicurezza sul buon esito dell’operazione di fusione con Detroit sottoposta al voto dei soci nell’ultima assemblea italiana dopo 115 anni distoria. Ma certo se più di 65 milioni di azioni (il 5 per cento del miliardo e trecento del totale) eserciteranno il diritto di rela cesso, la spesa per restituire il controvalore supererà i 500 milioni di euro «e questa è una condizione che bloccherebbe fusione», come ha ripetuto ieri Sergio Marchionne nella conference call seguita alla diffusione dei dati sul secondo trimestre 2014. La scivolata in Borsa di ieri (-2,1%) insieme al giudizio discordante degli analisti sulla bontà del merger (divisi tra chi vede un’ottima opportunità per la società ad accedere ai capitali di Wall Street e chi teme un rafforzamento di Exor con conseguente diminuzione della contendibilità) aggiungono pepe al quadro anche se pochi si spingono a ipotizzare un blocco della fusione che sarebbe clamoroso.
Il Lingotto archivia il secondo trimestre con un utile netto più che dimezzato, che scende da 435 a 197 milioni nel confronto con lo stesso periodo del 2013. Colpa di uno scivolone delle vendite in Sud America (-20 per cento) e della diminuzione dei margini in Nord America, dove le vendite salgono del 10 per cento ma il margine operativo lordo (Ebitda) scende di 135 milioni. Risultato che fa dire a Marchionne in conference call che «la performance del Nord America è stata deludente. Dobbiamo rimediare. Dobbiamo essere più attenti a livello dei prezzi». Note positive invece dai marchi del lusso. Nel semestre Maserati passa da 3.600 a 17.500 auto consegnate con un margine operativo che passa da 5 a 120 milioni di euro. Marchionne parla di segnali incoraggiati dall’Europa che comunque continua a consegnare ai clienti la metà delle auto che riesce a immatricolare in Usa e Canada. L’amministratore delegato confida che «nei prossimi mesi la situazione in Europa possa stabilizzarsi», in vista di una ripresa del mercato che Fiat conta di intercettare nel 2016 con i nuovi modelli Alfa annunciati a Detroit. Il manager conferma i target 2014, anche se afferma che «non sono prudenti », dunque suscettibili di qualche limatura: ricavi a 93 miliardi, consegne che sfiorano i 5 milioni (4,7) di auto vendute, utile netto tra 600 e 800 milioni di euro. La quotazione a Wall Street è confermata per ottobre quando si concluderanno le operazioni tecniche previste dalla Sec.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa