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Fiat corregge in Borsa dopo l’allerta di Moody’s

Fiat prosegue la correzione in Borsa dopo il grande balzo (+16%) della prima seduta dell’anno, innescato dalla notizia del prossimo acquisto del 100% di Chrysler. Ieri le azioni del Lingotto hanno ceduto l’1,57% a 6,58 euro dopo che alla vigilia Moody’s aveva posto osservazione il rating del debito per un possibile declassamento. L’agenzia americana, che attualmente assegna a Fiat un rating corporate di Ba3, spiega così la decisione, per bocca dell’analista Falk Frey: «L’acquisizione annunciata da Fiat indebolirà in misura non irrilevante la liquidità dell’azienda in un momento in cui il free cash flow è ancora negativo». Pesa sul giudizio il fatto che «i parametri di credito di Fiat da sola sono deboli per il suo rating Ba3».
La debolezza relativa di Fiat rispetto alla controllata americana deriva anche dall’andamento dei vari mercati dell’auto, come emerge dai bilanci 2013: se si sommano i dati dei primi cinque grandi mercati europei più Brasile, Stati Uniti e Canada (oltre i tre quarti delle vendite di automobili per il gruppo), il gruppo ha segnato nel 2013 un lieve aumento delle vendite (+1,6%) a fronte di un +3,5% per i mercati. Il gruppo va bene soprattutto nei Paesi dove è forte Chrysler, come Usa (+9%) e Canada; positivi anche Gran Bretagna, Spagna (+12%) e Francia. Perde invece quota dove Fiat è più radicata, ovvero Italia (-10%) e Brasile (-11%), anche per l’andamento negativo dei mercati. Il gruppo dovrebbe raggiungere, nel consuntivo che verrà comunicato fra qualche giorno, l’obiettivo di 4,4 milioni di veicoli consegnati.
Un parere incoraggiante arriva da Pierluigi Bellini, associate director della società di analisi e consulenza Ihs Global Insight, intervistato da Radiocor. Secondo Bellini «la conquista del 100% di Chrysler da parte di Fiat avrà sicuramente effetti positivi sul nuovo gruppo, in particolare a livello finanziario e operativo, e anche i siti italiani dovrebbero esserne avvantaggiati». Bellini rileva anche come «per Fiat sarà adesso più facile trovare un nuovo alleato. Ora che è un unico gruppo con Chrysler diventa più appetibile anche come partner di un’alleanza, magari con Suzuki o Mazda».
Bellini non nasconde comunque «le difficoltà interne al mercato dell’auto», con quello italiano atteso da Ihs in lieve rialzo quest’anno a 1,34-1,345 milioni di unità, dai poco più di 1,3 milioni del 2013 (era a quota 2,51 milioni nel 2007 ndr), e i problemi di Fiat in importanti mercati emergenti. A parte il Brasile, dove il gruppo è rimasto leader l’anno scorso ma ha perso un paio di punti di quota pur sacrificando i margini, Fiat necessita di una maggiore presenza in Cina, in Russia, in India e anche in altri Paesi dove la crescita del mercato dell’auto appare più promettente, come l’Indonesia ad esempio.

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