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Fiat-Chrysler, debiti a 6,3 miliardi

di Andrea Malan

Sessantasette miliardi di ricavi, utile operativo di 2,16 miliardi, risultato netto di 496 milioni di cui 302 attribuibile ai soci della controllante. Questi i numeri del nuovo gruppo Fiat-Chrysler "retrodatati" nel bilancio pro-forma al 31 dicembre 2010. L'esercizio è contenuto nel Documento informativo relativo all'aumento della quota in Chrysler al 46%, documento che il Lingotto ha pubblicato sul suo sito internet nei giorni scorsi.

Per quanto riguarda la struttura patrimoniale, la nuova entità – guidata da Sergio Marchionne – avrebbe avuto al 31 dicembre un indebitamento finanziario lordo di 31 miliardi di euro a fronte di una liquidità di 16,3 miliardi. L'indebitamento netto delle attività industriali sarebbe stato di 6,35 miliardi di euro, contro i soli 542 milioni per la Fiat spa post-scissione; la differenza è spiegata per 3,7 miliardi di euro dall'inclusione in bilancio dei debiti di Chrysler e per 2,1 miliardi da rettifiche, tra cui i fondi spesi da Fiat il 24 maggio per acquistare il 16% dell'azienda Usa. I debiti netti sono di 8,56 miliardi se si comprendono anche quelli delle attività finanziarie. Fiat ribadisce nel documento che «non intende ridurre significativamente l'attuale livello di disponibilità liquide».

Il conto economico e lo stato patrimoniale del nuovo gruppo sono stati costruiti partendo dai bilanci al 31 dicembre rispettivamente di Fiat spa (dopo la scissione da Fiat Industrial) e Chrysler; quest'ultimo è stato convertito in euro (al cambio di 1,326 del 31 dicembre) e ad esso sono stati applicati i criteri contabili Ifrs invece degli Us Gaap; sono state inoltre elise le partite infragruppo. Sono anche stati "retrodatati" allo scorso 31 dicembre gli effetti della manovra di rifinanziamento del debito Chrysler chiusa lo scorso 24 maggio (che hanno ridotto gli oneri finanziari di Chrysler) e di aumento della quota Fiat. Quest'ultima dovrebbe salire al 57% entro fine anno, con l'acquisto del 6% in mano al Tesoro Usa e l'ottenimento del 5% addizionale al verificarsi del cosidetto "evento ecologico"; i bilanci pro-forma sono comunque basati sulla partecipazione attuale, ovvero il 46 per cento.

Per quanto riguarda i diversi criteri contabili, l'impatto maggiore sul conto economico è quello della diversa classificazione delle spese di ricerca e sviluppo: sono considerate costi per gli Us Gaap, in parte capitalizzate negli Ifrs. Più numerosi gli effetti sullo stato patrimoniale. Il valore della quota del 30% in Chrysler nel bilancio Fiat 2010 era stato iscritto a zero euro, poiché l'acquisizione era avvenuta senza esborso monetario; ora il pro-forma gli assegna un fair value di 1,84 miliardi di euro, corrispondente alla valutazione assegnata al 100% di Chrysler in sede di accordo con il Tesoro (6,2 miliardi di euro); ad essi si aggiungono i 310 milioni per il 5% che arriverà entro fine anno.

Per quanto riguarda l'interscambio tra le due aziende, nel 2010 Chrysler ha venduto a Fiat beni e servizi per 226 milioni di euro e ne ha acquistati per 195 milioni. Nel calcolo del bilancio pro-forma non è incluso l'onere straordinario sul bilancio Chrysler di circa 600 milioni di dollari (450 milioni di euro) derivante dalla citata operazione di rifinanziamento del debito – onere che peserà sui conti 2011 del gruppo.

Il bilancio effettivo del nuovo gruppo – il primo sarà quello semestrale a fine giugno – potrà differire anche di molto dal pro-forma, in primo luogo per il tasso di cambio euro/dollaro. Fiat avverte poi che «alla luce della significativa evoluzione in corso e della mancanza di un set completo di dati storici consolidati che si riferiscano a Fiat inclusa Chrysler, alla data (…) non è disponibile una ragionevole previsione dei risultati dell'esercizio in corso di Fiat inclusa Chrysler».

Tra i rischi potenziali il documento cita un possibile taglio del rating di Fiat per effetto del consolidamento di Chrysler, i cui debiti hanno un rating inferiore. I piani pensione di Chrysler sono finanziati in misura insufficiente, ma Fiat potrebbe essere chiamata a surrogare la responsabilità di Chrysler solo nel caso in cui la quota del Lingotto superi l'80 per cento. Per quanto riguarda la governance, Torino ha attualmente il diritto di nominare 4 consiglieri Chrysler su nove; saliranno a 5 nel momento in cui la sua quota avrà superato il 50 per cento. Chrysler, intanto, nei primi 5 mesi dell'anno ha aumentato le vendite del 17% a 714mila unità (meno del +32% necessario a raggiungere il target 2011 di 2 milioni di auto); a maggio la crescita è stata dell'11 per cento.

 

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