Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiat chiude la conversione, da lunedì solo ordinarie

Lunedì 21 maggio Fiat e Fiat Industrial si presenteranno in Borsa con le sole azioni ordinarie, a chiusura dell’operazione di conversione annunciata per la prima volta poco più di sei mesi fa (a fine ottobre).
Per quanto riguarda Fiat spa (che raccoglie le attività nell’auto e controlla anche Chrysler), verranno convertite in quella data tutte le 103.292.310 azioni privilegiate e 79.912.800 azioni di risparmio, in n. 157.722.163 Fiat ordinarie (con un rapporto di conversione pari a 0,850 azioni ordinarie per ogni privilegiata e 0,875 ordinarie per ogni titolo di risparmio). L’ultimo giorno di negoziazione in Borsa delle azioni Fiat privilegiate e di risparmio sarà oggi. Da lunedì saranno negoziate sul Mercato Telematico di Borsa Italiana esclusivamente le azioni Fiat ordinarie e il capitale sociale di euro 4.476.441.927,34 sarà suddiviso in n. 1.250.402.773 azioni da nominali euro 3,58 cadauna. Lo stesso vale per Fiat Industrial, che dopo la conversione avrà un capitale sociale di 1.919.433.144,74 euro suddiviso in 1.222.568.882 azioni con un valore nominale di 1,57 euro cadauna.
Le azioni ordinarie Fiat spa hanno perso ieri il 2,63% a 3,326 euro; stando così le cose, il titolo dovrebbe riaprire lunedì al di sotto del valore nominale di 3,58 euro. A questi prezzi Fiat spa capitalizza (incluse le quote in Chrysler e in Ferrari) 4,16 miliardi di euro. Ottima giornata invece in Borsa per Fiat Industrial (+1,87% a 7,61 euro) grazie alla revisione al rialzo delle stime di utili da parte dell’americana John Deere, concorrente di Cnh (controllata dalla stessa Fiat Industrial).
Tornando a Fiat spa, ieri un report di Citigroup sul debito dei principali costruttori automobilistici europei ha evidenziato come l’impennata dei costi del credit default swap (Cds) per Fiat – risalita a 1.000 punti base per la scadenza a 5 anni – rende «quasi impossibile» un investimento nelle azioni (i Cds sono una sorta di assicurazione sul rischio di insolvenza dell’emittente).
Nel report, gli analisti obbligazionari della banca americana ricordano lo stretto legame tra la capacità di accesso ai mercati finanziari e le prospettive dei titoli in Borsa. Il rapporto scrive che Fiat e la francese Psa Peugeot «non hanno attualmente problemi di liquidità» ma «il loro costo elevato di raccolta e le prospettive più negative di generazione di cassa rendono quasi impossibile investire nei titoli azionari». Per quanto riguarda il Lingotto, «Fiat dovrebbe essere analizzata senza Chrysler perché non ha accesso alla sua liquidità». Quella di Fiat da sola è definita «ragionevole ma non ampia». Il fatto che Fiat non abbia una propria finanziaria ma utilizzi una joint con il Credit Agricole è definito «subottimale».
Secondo Marco Fabio Delzio, della società di consulenza specializzata Martingale Risk Italia, «i costi dell’assicurazione del rischio sul settore auto risentono ancora delle procedure fallimentari di General Motors e Chrysler nel 2009».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa